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L'occhio che non piange: male subdolo

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

“Pianger m’è dolce in questo loco”. Ma c’è chi, pur nelle condizioni del poeta, non riesce a farlo perché la malattia ha reso i suoi occhi secchi, orfani delle lacrime pur se di ristoro.

La sindrome dell’occhio secco è un’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale, malattia multifattoriale che può derivare da una serie di cause e colpisce specie il 20% e il 30% degli over 50 anni.

L’indagine Edra per Novartis rileva che, l’anno scorso, ne ha sofferto il 65% del campione.

Lo squilibrio secrezione-distribuzione di lacrime fa sì che la superficie oculare esterna risulti poco o mal lubrificata con sintomi che possono andare dal bruciore al senso di corpo estraneo, alla fotofobia fino alla difficoltà ad aprire le palpebre, alla congiuntivite.

Età avanzata, fattori ormonali, sesso (donne il doppio dei maschi) abuso o utilizzo non corretto di lenti a contatto, esposizione prolungata a pc, smartphone e tablet e dintorni.

Responsabili anche esposizione ad agenti atmosferici, inquinamento, soggiorno in luoghi a basso tasso di umidità, alimentazione povera di acidi grassi essenziali omega-3 o con un alto rapporto tra gli acidi grassi omega-6 - omega-3, carenza di vitamina A, patologie autoimmuni, dermatologiche e sistemiche, alcuni farmaci.

L’esame iniziale dello specialista parte da attento ascolto del paziente ed è finalizzato a indagare andamento dei sintomi, variabilità e presenza di fattori scatenanti.

La terapia andrà modificata e adattata all’evoluzione del quadro, si avvarrà di consigli sulla modificazione/eliminazione di stili di vita a rischio, idratazione costante, uso di occhiali protettivi specifici, microscopici ‘tappi’ nel dotto lacrimale e sostituti lacrimali (fluidi, in gel, unguenti) usati con regolarità e costanza, igiene palpebrale.

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