Può un adulto con una disabilità motoria, che lo fa muovere in carrozzina, decidere all’ultimo minuto di raggiungere gli amici o farsi semplicemente una passeggiata in centro usando la fermata metro sotto casa al quartiere San Paolo? La risposta è no.
Se vivi in una periferia (dove gli spostamenti sono già complicati per chi ha due gambe sane) le uniche opzioni sono: o di possedere una autovettura propria, o un autista con mezzo a disposizione. Altrimenti te ne stai a casa.
Una assoluta negazione al diritto della libertà di movimento e di vita che mamma Bruna racconta con dolore e che ha visto il figlio Giuseppe protagonista. «Il mio ragazzo ha 25 anni, è uno studente universitario e la sua disabilità lo ha sempre costretto ad una vita sociale molto limitata. Io lavoro, non sempre posso accompagnarlo e prenderlo in auto e viviamo proprio in centro al quartiere San Paolo. Sono riuscita a farlo partecipare ad un bando del Comune che gli garantisce una educatrice/accompagnatrice per due giorni la settimana per tre ore. Qualche giorno fa insieme sono andati alla fermata metro della Ferrotamviaria per raggiungere il centro a Bari, ma non è stato possibile. Sono tornati a casa piuttosto abbattuti».
Il problema è che un disabile motorio non può comprare un biglietto e salire sul mezzo pubblico quando vuole, deve prenotare con almeno 18 ore di anticipo. Quindi non puoi avere una necessità, o semplicemente decidere in libertà di spostarti con la metro, lo devi pianificare con largo anticipo.
CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA















