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Gaslighting, la manipolazione psicologica maligna e violenta

 
Nicola Simonetti

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Lo shov mediatico può aggravare la malattia sociale

Questo tipo di manipolazione psicologica è subdolo, lento e nell’accezione tradizionale del termine, avviene in una relazione in cui si distingue il manipolatore e il manipolato

Mercoledì 04 Gennaio 2023, 16:39

“Gaslighting”: un termine diventato famoso e più cercato nel 2022 pur derivando dal film del ’44 con Ingrid Bergman (tradotto in “Angoscia”). “Esso crea, nella vittima – dice Enrico Zanalda, psichiatra, presidente Società Italiana di Psichiatria Forense - uno stato di confusione emotiva che è preludio dell’adesione passiva alla volontà dell’induttore”. Una manipolazione psicologica maligna cui si può essere sottoposti da parte di un narcisista malintenzionato che, facendoci dubitare delle nostre stesse percezioni ed emozioni, ci impone la sua volontà. o manipolazione psicologica maligna  violenta e subdola con la quale sono presentate, alla vittima prescelta, false informazioni con l'intento di farla dubitare della propria stessa memoria e percezione del contesto nel quale egli si trova. La strategia posta in atto si avvale di astute manipolazioni verbali o gestuali che l'abusante adotta, mettendo in dubbio, svalorizzando ogni scelta, sentimento, emozione, valore, ecc. della vittima per degradarne l’autostima e, riconsiderarla a distanza di tempo smentendo precedenti affermazioni o comportamenti.

E, nell’abusato, è subito confusione, obnubilamento, affidamento al più forte. La vittima sacrificale è dominata dalla violenza, si convince delle proprie leggerezze sottolineate dall’altro che essa percepisce più forte, più capace e, quindi si rende necessario affidarglisi. La pratica è più frequente di quanto possa credersi Paradigmatico il caso della campionessa nazionale di pallavolo, Alessia Orro di Monza, asservita da un 55enne che la inondava di messaggi sui social e la seguiva in gare ed allenamenti “Di per sé – precisa Zanalda – esso non può essere considerato un reato ma può essere collegato a reati quali maltrattamenti, stalking o truffe. Nel caso in cui tra “abusatore” e vittima vi sia a un’evidente asimmetria culturale o di salute mentale si può ravvisare il reato di circonvenzione di persona incapace ai sensi dell’art. 643 del codice penale, per infermità o deficienza psichica.

Questo tipo di manipolazione psicologica è subdolo, lento e nell’accezione tradizionale del termine, avviene in una relazione in cui si distingue il manipolatore e il manipolato. Quest’ultimo, dubitando delle proprie emozioni e convinzioni, arriverà ad aderire totalmente alla visione della realtà del manipolatore e sarà così in suo potere nella ricerca delle gratificazioni”. Come accorgersene? “Un esempio è il costante discredito dei pensieri e convinzioni del manipolato, l’obbligo all’isolamento che costringe il manipolato ad escludere ogni altra relazione. Indicativo che l’aprante dominante racconti bugie che, poi, egli stesso smentirà, contraddirà. “Sono frequenti i casi di truffe romantiche in cui individui soli vengono coinvolti in una relazione amorosa a distanza che presto o tardi diventa una continua richiesta di denaro. Purtroppo chi rimane vittima di queste situazioni non le denuncia perché si vergogna. “Il modo migliore per superare il senso di colpa è – consiglia lo psicologo Zanalda - denunciare il manipolatore e diffondere l’esperienza negativa in modo che aumenti la consapevolezza generale di queste possibilità di incontri pericolosi”. E, soprattutto, In ogni caso è sempre bene diffidare dalle relazioni che divengono velocemente totalizzanti: meglio mantenere quella gradualità di frequentazione che ci permette di confrontarci con le altre persone, in modo da mantenere la nostra individualità. Attenzione perché il narcisista maligno è abile nel scegliersi le vittime ed individuare le strategie per approfittarne e renderle vantaggiose per sé in esclusiva”.

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