Sabato 21 Marzo 2026 | 19:56

Novità in cardiologia: prevenire e curare il grasso assedia-cuore

 
Nicola Simonetti

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Cuore

Un esame, la tomografia computerizzata coronarica (CCTA) è divenuto metodo capace di rivelare la biologia stessa dell’aterosclerosi

Sabato 21 Marzo 2026, 17:29

Il grasso non fa rima con cuore sia che esso si trovi nel resto del corpo (specie addome) sia che stazioni sulla superficie e intorno ai vasi cardiaci (grasso epicardico): ulteriore fattore di rischio. Un esame, la tomografia computerizzata coronarica (CCTA) è divenuto metodo capace di rivelare la biologia stessa dell’aterosclerosi. Esso ci dice “quanto è stretta l’arteria”, ma, soprattutto, quanta malattia è presente, che tipo di placca la compone e la relativa instabilità. La placca aterosclerotica è accumulo di grassi, colesterolo, calcio e cellule infiammatorie all'interno delle pareti di arterie (coronarie, ecc.) che essa restringe ostacolandovi il flusso di sangue (infarto, ictus,ecc), specie quando si rompe e genera trombi. Fattori di rischio: colesterolo alto (specie il “cattivo” LDL), ipertensione, diabete, alimentazione scorretta, obesità, fumo, alcol, sedentarietà. Evoluzione della metodica: coincide col cambiamento concettuale nella cardiologia preventiva.

L’attenzione si sta spostando – ha detto il prof. Francesco Prati, presidente Centro Lotta contro l’infarto e direttore dipart. cardiologia Ospedale San Giovanni Addolorata e docente università Unicamillus di Roma, all’incontro “Conoscere e curare il cuore” - dalla semplice ostruzione meccanica del lume alla vulnerabilità della placca e allo stato infiammatorio della parete vascolare. E l’integrazione tra imaging anatomico avanzato e algoritmi di intelligenza artificiale sta ridefinendo stratificazione del rischio e monitoraggio terapeutico, aprendo la strada a modelli di prevenzione personalizzata. Le immagini del tessuto adiposo che avvolge le coronarie ha introdotto una dimensione molto nuova: possibilità di misurare indirettamente l’infiammazione vascolare attraverso biomarcatori radiologici come la CCTA assumendo ruolo centrale nella valutazione non invasiva della coronaropatia. La sua evoluzione tecnologica ha permesso di passare dalla semplice identificazione della stenosi alla quantificazione di volume, caratterizzazione composizione e stima della vulnerabilità di placca. La comprensione della “biologia della placca” ha focalizzato l’attenzione sulle varie componenti associate a presenza di core necrotico e più instabilità. "Core necrotico” è il centro di un tessuto sede di processo di morte cellulare causata da mancato afflusso di sangue (infarto) e, quindi, cellule morte, rottura di membrane cellulari, denaturazione di proteine ​​e infiammazione tutt’intorno .

L’intelligenza artificiale ha reso possibile l’analisi automatizzata di queste caratteristiche, consentendo valutazioni riproducibili su larga scala e monitoraggio della progressione aterosclerotica nel tempo. Questo aspetto rappresenta uno dei passaggi più innovativi dell’imaging cardiovascolare contemporaneo. Il tessuto adiposo pericoronarico è un tessuto metabolicamente attivo che interagisce direttamente con la parete arteriosa. Il grasso che circonda le coronarie rilascia sostanze che instaurano, favoriscono le temibili infiammazione, aterogenesi e instabilità di placca e, in associazione con altri, va al di là della stessa anatomia e consente previsioni più centrate e predice eventi cardiovascolari qualunque sia il grado di stenosi. Un biomarcatore emergente, spia non invasiva sull’infiammazione coronarica e sul rischio residuo, su prevenzione sempre più biologica, personalizzata. La loro combinazione con l’intelligenza artificiale trasformerà il modo con cui sarà identificato, prevenuto e trattato il rischio cardiovascolare.

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