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In Puglia e Basilicata

Una mela al giorno

Estate, il cado è sempre più da bollino rosso

Caldo record in tutta la Puglia: picchi di 36 gradi a Foggia

Riuscirà il nostro clima a replicare il gran caldo che, nel luglio-agosto dell’anno 2003, fece ribollire tutta l’Europa?

24 Giugno 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Riuscirà il nostro clima a replicare il gran caldo che, nel luglio-agosto dell’anno 2003, fece ribollire tutta l’Europa? Forse che sì, forse che (speriamo) no. Le premesse, però purtroppo, ci sono tutte, compresi i bollettini di previsione stilati da accreditati metereologi che parlano di picchi di 39-40 gradi ad iniziare da subito. Ed i “bollino rosso” già sono sistemati sui vari siti. Nell’estate 2003 ai 40 gradi perduranti per 2 mesi (da record) si aggiunse un elevato tasso di umidità che fece percepire caldo insopportabile e procurò non pochi malori e morti. In Italia un'indagine epidemiologica sulla mortalità estiva tra il 1 giugno e 15 agosto degli anni 2002-2003 rilevò aumento di 2.222 decessi. L'incremento maggiore (2.127 unità, 40.2%) tra gli over 65 anni; negli ultra75, di 1.992 unità in più 49.1%. Non possiamo, noi, evitare che caldo ci aggredisca ma dobbiamo essere capaci, invece, di premunirci, difenderci, essere prudenti e previdenti. Quest’anno abbiamo in più – ospite sgraditissimo – il Covid che, nonostante il caldo, ritenuto e dimostratosi, da sempre, nemico di questo tipo di microaggressori, sembra farla franca, aiutato, in parte, dai nostri comportamenti liberaloidi (mascherina e distanziamento siano una prudente difesa nostra).

Consultiamo il bollettino predisposto dal Ministero che riporta previsioni e situazione delle varie città italiane: https://www.salute.gov.it/portale/caldo/bollettiniCaldo.j sp?area=emergenzaCaldo&id=4542&lingua=italiano& menu=vuoto Anzitutto, specialmente per gli over anta, non è prudente uscire per strada, nelle ore centrali della giornata nelle quali il sole impazza (comunque,in qualunque ora, proteggere il capo dal sole con un cappello/paglietta che traspiri); arieggiamo la casa con ingegno, evitando le correnti d’aria; se disponiamo di condizionatore (che, specie per anziani, malati, non è un optional) usiamolo al risparmio prudente; chi ha un ventilatore non si esponga alla sua diretta ventilazione (i nostri nonni si refrigeravano immergendo i piedi in una “gallette” con acqua fresca); idratiamoci bevendo liquidi non alcolici, almeno un litro e mezzo al giorno, evitando, di norma, bevande gassate, troppo zuccherate e/o troppo fredde.

Caffè o tè: non oltre 2-3 tazze al giorno. Gelati e dolci con prudenza; mangiamo di magro e non piccante né grasso e prediligiamo frutta, verdure, pesce. È raccomandato di non esporsi al sole per lungo tempo e salvaguardare la pelle con prodotti ad alta protezione. Rimettere il prodotto dopo il bagno o la doccia. Se dovesse capitarci una disattenzione e rimaniamo al sole per più tempo, ripariamoci subito, facciamo impacchi di acqua fresca sul capo (può insorgere cefalea anzitutto), doccia. Per gli indumenti, usiamo i più leggeri sciuè-sciué (non aderenti) e che traspirino di più (le fibre sintetiche sono nemiche del necessario passaggio dell’aria). Chi usa farmaci cronicamente, farà bene a chiedere consiglio sull’eventualità di loro sospensione/ adattamento delle dosi. Non sospendere né modificarne capoticamente l’assunzione. Ieri, nel corso della mia camminata svelta di prima mattina (fa bene alla salute), al Lungomare si Bari, ho visto un simpatico vecchietto, ben messo, che si è seduto su uno scalino di quelli che “portano a mare”, ha coperto lo scalino più in alto con un gran fazzoletto rosso (di quelli di una volta) e, predisposte le carte napoletane, ha iniziato a “giocare”.

Egli ha notato la mia osservazione e, con un sorriso… triste mi ha detto “faccio un solitario con le carte qui, con la casa tutto il giorno”. Mi ha intristito. Non dimenticherò mai quegli occhi, quel sorriso amaro pieno della tristezza della solitudine e vorrei proporli a noi tutti che potremmo dare una pennellata di sorriso gioioso, una compagnia, un “essere con”: per molti (figli, congiunti, ecc,) doverosa, e, per tutti gli altri, un optional che illumina anche i propri occhi, motiva la giornata. La solitudine non solo intristisce ma ammala, abbassa le difese immunitarie e psicologiche, fino ad uccidere. Nel maggio scorso, su  eLife Sciences  , un team di ricercatori svizzeri e tedeschi hanno pubblicato i risultati di uno studio: tutto il corpo è risultato interessato da un processo di riprogrammazione dei geni, che si esprimono più o meno intensamente a seconda delle esigenze dell'organismo in ambiente caldo e freddo. Reazione e adattamento sono totalizzanti ed ogni organo si regola a modo proprio per giungere all’equilibrio di difesa pilotato dall’ipotalamo, una struttura del cervello «le variazioni termiche esercitano una riprogrammazione funzionale di tutto il corpo». Il solitario, il depresso, il disoccupato, lo stressato reagiscono peggio e hanno difficoltà ad equilibrarsi e, per questo, si difendono meno e soffrono di più anche fisicamente.

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