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Cataratta, mal d'occhi antico intervento chirurgico nuovo

Capitolo nuovo per l'approccio a diagnosi e cura della cataratta tanto che si può affermare che, pur se vi sono stati molti avanzamenti nel campo medico, nessuno ha rappresentato un miglioramento così eccezionale come quello della cura della cataratta

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Cataratta, mal d'occhi antico intervento chirurgico nuovo

Capitolo nuovo per l'approccio a diagnosi e cura della cataratta tanto che si può affermare che, pur se vi sono stati molti avanzamenti nel campo medico, nessuno ha rappresentato un miglioramento così eccezionale come quello della cura della cataratta. La ricerca scientifica negli ultimi cinquant’anni per fortuna ha completamente trasformato l’intervento chirurgico della cataratta e con successivi passi di miglioramento e di tecnologie avanzate ha reso questa operazione delicata e rischiosa in un atto operatorio efficace e sempre più sicuro e risolutivo.

Un fatto, questo, tanto più importante se si tiene conto della previsione fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta avrà nei prossimi 20-30 anni una progressione esponenziale del 60% fino ad avere un’incidenza del 90% sulla popolazione anziana a causa anche del innalzamento dell’età e dell’attesa di vita sempre maggiore.

In Italia ogni anno si eseguono oltre 650.000 interventi di cataratta. L'intervento “classico” in onore fino a qualche decennio che rappresentava uno degli atti chirurgici più complessi e rischiosi: ricovero, accertamenti vari, intervento in anestesia generale che comportava incisione, asportazione del cristallino (ormai opacizzato, rende la vista offuscata e i colori sbiaditi), sutura di 8-10 punti, decorso postoperatorio che imponeva immobilità occhi bendati, immobilità assoluta del capo per parecchi giorni, 10-15 giorni di degenza ospedaliera e un decorso post operatorio molto faticoso e, alla fine, prescrizione di spessissime e pesantissime lenti da afachia (assenza del cristallino), che rendevano la deambulazione difficile e insicura.

Oggi – hanno detto in un recente incontro mediatico moderato dal dr Luigi Bazzoli, già direttore di Corriere Medico, il dr Dottor Lucio Buratto – Direttore scientifico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, Milano, condiviso da Dott. Rita Mencucci, Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, Firenze, 9 Dottor Ciro Tamburrelli – Direttore Ospedale Oftalmico, Roma, Professor Daniele Tognetto - Direttore U.OP. Clinica Oculistica Università di Trieste - si asporta ugualmente il cristallino, senza usare il bisturi e lo si sostituisce con un'altra lente artificiale (la IOL, lente intraoculare) che può anche essere multifocale e correggere eventuali altri difetti di refrazione preesistenti (miopia, presbiopia, ecc). Il paziente arriva in ambulatorio al mattino avendo fatto a casa una leggera colazione, riceve alcune gocce anestetiche (e non l’anestesia generale) sull’occhio da operare, fa l’intervento (che dura poche decine di minuti e non ore) rientra a casa dopo un’ora dall’intervento e dopo un paio di giorni può tornare al suo lavoro quotidiano.

È una chirurgia che si serve in tutte le sue fasi di alta tecnologia e cioè la tecnologia costituisce parte integrante dell’operazione sia nella fase preoperatoria per programmare nel dettaglio l’intervento, che nella conseguente parte chirurgica vera e propria e poi anche nel decorso postoperatorio. Quindi già da questi esami si può facilmente comprendere che lo studio preoperatorio dell’occhio affetto da cataratta è un atto di alta tecnologia digitale. E la fase chirurgica lo è ancora di più perché durante l’intervento il chirurgo si serve di numerosi strumenti supertecnologici; la chirurgia è fortemente guidata e controllata dall’innovazione hi-tech, che sta sempre più perfezionando la chirurgia della cataratta: accuratezza, precisione e ripetibilità sono caratteristiche che non sono raggiungibili dalla mano dell’uomo, ma uno strumento informatico adeguatamente programmato può raggiungere questo obbiettivo e fare quasi una chirurgia robotica.

Innovazione prima è stata la facoemulsificazione, metodica più sicura, con la quale la cataratta viene frammentata dentro l’occhio e contemporaneamente i frammenti vengono rimossi mediante un sistema di irrigazione e aspirazione. Inizialmente viene asportato l’involucro anteriore della cataratta (capsula anteriore) e poi viene frammentata e aspirata la parte centrale (il nucleo e la corticale); l’involucro posteriore (capsula 9 posteriore) viene ben deterso e lasciato in sede per costituire il supporto alla lente intraoculare. La facoemulsificazione, fra tutte le modalità per operare la cataratta, rappresenta la tecnica più sicura e precisa di chirurgia della cataratta; è anche la metodica che comporta la guarigione più rapida ed il recupero visivo più precoce, specialmente con tutte le innovazioni introdotte negli ultimi anni.

Altro portento tecnologico è stato il Laser a femtosecondi, una tecnica che operando con impulsi laser ad ultrasuoni della durata del miliardesimo di secondo consente di eseguire il taglio necessario per accedere al cristallino opacizzato e quindi incidere l’involucro della cataratta e frammentare la sua parte centrale dura. Il laser emette l’energia focalizzata in un punto piccolissimo, ciò vaporizza una micro porzione di tessuto; con migliaia di vaporizzazioni, una vicino all’altra, su un piano orizzontale, si ottiene la separazione di tessuto equivalente ad un taglio orizzontale; emettendo le vaporizzazioni in piano verticale, si ottiene un’incisione. Il taglio di una cataratta richiede circa un milione di impulsi laser di circa 2-3 micron (millesimi di millimetro) ciascuno; il tempo necessario per il taglio è di circa 60 secondi. Si tratta di una tecnica straordinaria che la scienza, in continua evoluzione, ha messo a punto qualche anno fa; essa consente una precisione d’intervento, una sicurezza operativa e un decorso operatorio e post-operatorio più semplici, con una guarigione più veloce ed un migliore recupero visivo dell’occhio operato. Inoltre, l’intervento viene eseguito senza uso di lame o altri strumenti taglienti.

LASER NUOVO - Oggi nuovi modelli di laser, utilizzando sistemi di imaging preoperatorio, permettono una precisa pianificazione del trattamento dell’astigmatismo attraverso incisioni arcuate precise e con asse corretto. Per dare un’idea della grande sofisticazione tecnologica basti sapere che il laser utilizza una luce a infrarossi con impulsi della grandezza di pochi micron e 9 di brevissima durata (femtosecondo = 1 miliardesimo di secondo), ha elevata velocità e produce bassa energia, non danneggiando i tessuti oculari. Ci sono poi sistemi di guida intraoperatori che rilevano l’astigmatismo preoperatorio con la massima precisione e consentono di trasferire i dati raccolti direttamente sul campo operatorio e guidano il chirurgo nel posizionamento della lente ed in altre fasi operatorie.

Usare il laser è un grande vantaggio perché minore è la manipolazione meccanica all’interno dell’occhio, minore è il rischio che le strutture oculari possano soffrire per l’intervento. Inoltre le incisioni del laser sulla cornea, oltre ad essere eseguite con un raggio di luce invece che con un bisturi, sono molto esatte, al millesimo di millimetro, nette e facilmente programmabili (sia come forma, dimensione, profondità ed estensione ).

MICROSCOPIO OPERATORIO - Altra innovazione è stato il microscopio operatorio , che rappresenta una delle prime rivoluzioni della chirurgia oculare in generale e della cataratta in particolare. Fino a poche decine di anni fa i chirurghi oculari operavano utilizzando semplici occhiali ingrandenti; oggi per eseguire un intervento di buona qualità non si può prescindere da questo importante strumento ottico. Il microscopio di qualche anno fa era un semplice insieme di lenti provvisto di un dispositivo illuminante; ora è divenuto un sofisticato congegno dotato di numerosi dispositivi: la messa a fuoco elettronica che permette di osservare sempre con la nitidezza richiesta il tessuto operato a varie profondità; lo zoom che consente di aumentare o diminuire l'entità dell'ingrandimento; e inoltre c’è il dispositivo di traslazione orizzontale e verticale che permette di spostare il corpo del microscopio. L’ultimo ritrovato è un microscopio operatorio che si interfaccia con un visore 3D in HD: il chirurgo esegue l’intervento non più guardando attraverso il microscopio ma direttamente su un grande schermo da 50 pollici utilizzando un occhiale 3D ed avendo una visione dei minimi dettagli anatomici con un’ottima qualità di immagini, contrasto e profondità di campo.

IL CRISTALLINO ARTIFICIALE - L'estrazione della cataratta fino a poche decine di anni fa veniva eseguita ''in toto'' ed il paziente per vedere doveva usare in permanenza dei pesanti occhiali; ora l'intervento viene eseguito con la facoemulsificazione cioè con "tecnica extracapsulare" per consentire all'occhio di ricevere un cristallino artificiale che permette una riabilitazione funzionale di qualità decisamente superiore a quella realizzabile con gli occhiali. Il cristallino artificiale o IOL (Intra Ocular Lens) è una piccola lente in materiale plastico altamente biocompatibile che viene inserita all’interno dell’occhio dal chirurgo durante la fase terminale della seduta operatoria necessaria per la rimozione della cataratta; esso viene collocato proprio nella posizione originalmente occupata dal cristallino umano (cristallino da camera posteriore). La lente intraoculare, quando è correttamente inserita in un occhio idoneo, è perfettamente tollerata e non comporta fenomeni di rigetto; inoltre il materiale con cui è costruita è pressoché inalterabile nell’arco di vita del paziente. Questa lente, una volta posizionata, rimane fissa entro l’occhio e non richiede di essere pulita o sostituita; essa rimpiazza il cristallino naturale opacizzato (cataratta) e restituisce all’occhio una visione pressoché naturale.

Il cristallino artificiale può essere rigido o morbido; ambedue funzionano ottimamente. Si preferisce il cristallino morbido perché potendo essere piegato può essere inserito attraverso un’incisione molto piccola; in tal modo si evita l’applicazione di punti di sutura. Cinquanta milioni sono i cristallini artificiali inseriti negli ultimi due anni nel mondo. Oltre cento cinquanta milioni inseriti a livello internazionale dalla data della loro invenzione. In Italia sono circa quattro milioni e mezzo i portatori di un cristallino artificiale. Il cristallino artificiale è probabilmente la più importante innovazione nella moderna oftalmologia se si considera il miglioramento nella qualità della vita che ha portato a così tanti milioni di persone.

A CIASCUNO IL SUO CRISTALLINO: UN INTERVENTO PERSONALIZZATO - Oltre a differenti materiali, forme e dimensioni, sono disponibili cristallini in grado di offrire prestazioni particolari, per rispondere a specifiche esigenze del paziente. I cristallini pieghevoli sono prodotti in vari materiali, tra cui silicone, acrilico idrofobo, acrilico idrofilo; la parte visiva del cristallino, cioè l’ottica, può essere monofocale, multifocale, torica (per astigmatismo) . C’è quindi una vasta possibilità di scelta e “personalizzazione” di ogni intervento chirurgico. E si sta studiando per fare un altro importante passo in avanti. Per favorire la facilità d’impianto, si ricorre a sistemi iniettabili. L’iniettore è un dispositivo che rassomiglia ad una siringa, necessaria alla corretta iniezione del cristallino artificiale all’interno dell’occhio, attraverso l’incisione, che in questo modo diviene ancora più piccola, riducendosi da circa 6.5 di una lente rigida ad un 2,0 - 2,2 mm di una lente pieghevole da microincisione.

I vantaggi della “nuova” operazione di cataratta: . trauma chirurgico ridotto per la limitata apertura (2,0 - 2,5 mm); ne deriva anche una rapida guarigione dell’occhio;

• recupero visivo rapido: in parecchi casi l’occhiale, se necessario, viene prescritto tre-quattro giorni dopo l’intervento;

• nella gran parte dei casi l’intervento non richiede l’applicazione di punti di sutura, per cui non ci sono fastidiose irritazioni locali dovute alla sutura e non occorre rimuovere i punti;

• predispone molto bene ad un impianto di cristallino artificiale da camera posteriore;

• riabilitazione generale rapida: l’operato può riprendere dopo pochi giorni la sua abituale attività;

• bassi rischi e/o complicazioni: le emorragie chirurgiche e post-chirurgiche sono rare, essendo il taglio corneale molto piccolo, il che riveste una grande importanza soprattutto per i diabetici, e per molti cardiopatici;

• mobilizzazione immediata: il paziente dopo l’intervento non ha cioè bisogno di stare immobile a letto; • niente bendaggio dell’occhio operato, oppure viene bendato per un solo giorno;

• l’intervento può essere eseguito per la maggior parte dei casi in anestesia locale, con colliri anestetici, cioè senza iniezioni.

TOGLIERE LA CATARATTA E …ANCHE GLI OCCHIALI - Con l’impianto di cristallino artificiale la chirurgia della cataratta è diventata sempre di più anche un intervento rifrattivo; cioè consente al paziente, non solo di eliminare l’opacità che impedisce una vista ottimale, ma anche di correggere eventuali difetti rifrattivi preesistenti. Sembra l’uovo di Colombo: dovendo sostituire il cristallino con una lente artificiale, perché non sceglierne una fatta in modo da togliere di mezzo eventuali difetti visivi, dalla miopia alla presbiopia, fino all’astigmatismo? Oggi si può, con le lenti intraoculari multifocali (che hanno tre focali per la visione da lontano, intermedia e da vicino) o con quelle toriche, pensate per gli astigmatici. Ciò si ottiene calcolando il potere del cristallino artificiale in base alle esigenze particolari di ogni singolo paziente. Il potere ottico del cristallino artificiale viene calcolato sulla base di alcuni esami strumentali. Questi, però, anche se ottenuti con grande accuratezza, possono non essere estremamente precisi e quindi è possibile che, talvolta, si renda necessario successivamente all’intervento l’uso di occhiali o per lontano o per vicino o per ambedue le distanze. Oggi i cristallini multifocali, grazie al particolare disegno secondo cui sono realizzati, sono in grado di permettere la messa a fuoco a varie distanze; essi possono, quindi, consentire al paziente di eliminare, completamente o quasi, 9 non solo l’occhiale per lontano, ma anche quello per vicino e far vivere al paziente una vita senza occhiali.

ALLA RICERCA DEL MIGLIOR CRISTALLINO - Negli ultimi anni le lenti intraoculari hanno subito numerosi miglioramenti in fatto di maggior qualità visiva . Hanno inoltre la proprietà di assorbire le radiazioni ultraviolette riducendo così i danni che la luce intensa può causare in un occhio operato di cataratta. Ma la novità più importante rimane la disponibilità delle lenti multifocali che offrono cioè la possibilità di vedere correttamente lontano e vicino senza l'uso di occhiali aggiuntivi; i cristallini di uso comune sono invece monofocali, permettono cioè di vedere bene solo lontano o vicino, di conseguenza il paziente ha bisogno di almeno un paio di occhiali. Le ricerche più recenti e molte ancora in via di definizione riguardano tipi di lenti in grado di ridurre quei fastidiosi problemi di abbagliamento, che riducono la sensibilità di visione, e di aloni associati alle prime generazioni di lenti multifocali. Un altro sviluppo nel campo delle IOL multifocali riguarda una nuova tecnologia che crea un singolo punto focale allungato per migliorare il campo visivo e la profondità di fuoco, permettendo una profondità di messa a fuoco estesa e bassa incidenza di aloni e abbagliamenti (IOL EDoF). Utilizzando un insieme di nanotecnologia, di intelligenza artificiale e di elettronica avanzata, è in fase di sviluppo una IOL controllata elettronicamente da remoto, personalizzata, collocata nel sacco capsulare. Ha un computer chip incorporato, è ricaricabile e programmabile da remoto in modo non invasivo consentendo al medico di modificare la potenza ottica man mano che le esigenze visive del paziente cambiano. La lente ha sensori che rilevano i più’ piccoli cambiamenti delle dimensioni della pupilla e un cambio nel diametro pupillare induce un aggiustamento automatico della lente come un autofocus tra il lontano e il vicino. Molto simile alle lenti monofocali attualmente sul mercato come dimensioni, design, superficie posteriore, bordi quadrati e zona ottica, è in via di sperimentazione una lente che viene impiantata come una lente standard. Ciò che la rende unica è che è composta da uno speciale materiale fotosensibile che cambia la forma e quindi il potere della lente quando viene esposto alla luce ultravioletta. Il raggiungimento della visione desiderata è ottenuta correggendo l’errore di refrazione.

Molte altre sono le ricerche in via di sviluppo riguardanti non solo le lenti intraoculari, che meriteranno di essere citate quando lo stato di avanzamento degli studi che le riguardano daranno esiti più soddisfacenti.

CONCLUSIONE - Ogni mese decine di migliaia di cataratte vengono operate in Italia con ottimi risultati. Le moderne tecniche chirurgiche consentono, a moderni chirurghi preparati e competenti, di operare in anestesia topica, in ambulatorio, con strumentazioni altamente sofisticate, eseguendo una piccolissima incisione, inserendo un cristallino artificiale pieghevole e senza necessità di sutura a fine intervento. Tutto ciò comporta una guarigione anatomica e funzionale rapida e sicura.

È l’intervento più eseguito nelle sale operatorie di tutta Italia. L’anno passato è stato eseguito su 600mila persone, con un’incidenza di complicanze ridotta a pochi punti percentuali. E’ l’unico intervento che pone rimedio a un disturbo dell’invecchiamento restituendo a un organo l’efficienza che aveva in età giovanile. Sono questi i primati della chirurgia della cataratta, che negli ultimi anni ha raggiunto traguardi incredibili sotto il profilo dell’efficacia e della sicurezza e ha anche aperto nuove prospettive di recupero dei difetti della vista (miopia, 9 ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) in soggetti colpiti da una cataratta solo incipiente o addirittura assente. Gli ultimi ritrovati tecnologici e i più recenti progressi scientifici hanno reso più sicura, più efficace e più risolutiva questa operazione.

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