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Lecce

Cinema europeo, la festa dei premi
Ulivo d'oro a «Lily Lane» di Fliegauf

I Verdone assegnano il riconoscimento a Chiarini

Cinema europeo, la festa dei premi Ulivo d'oro a «Lily Lane» di Fliegauf

di Angela Leucci

Premi & premi nel gran finale della XVII edizione del Festival del cinema europeo di Lecce. Cerimonia ieri sera nella Multisala Massimo. L’Ulivo d’oro e 5mila euro per il miglior film a «Lily Lane» (Ungheria) di Bence Fliegauf. «La giuria - si legge nella motivazione - è rimasta colpita dall’originalità e dalla forza delle immagini. L’autore propone un film personale che sfugge ai canoni della drammaturgia classica». Il premio per la Miglior sceneggiatura è andato a Ines Tanovic per «Our everyday life» (Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia, Germania). Il film si aggiudica anche il premio della giuria Fipresci. Il premio per la Miglior fotografia se l’è aggiudicato Martin Ziaran per «The Cleaner» (Slovacchia) di Peter Bebjak, mentre il Premio speciale della giuria è andato a «Virgin Mountain» (Islanda, Danimarca) di Dagur Kári, «Per aver creato una storia convincente e commovente intorno ad un personaggio improbabile. L’autore è riuscito a provocare una forte empatia nel pubblico». Il premio Sindacato nazionale giornalisti cinematografici, assegnato dai soci del sindacato e dal presidente Laura Delli Colli al migliore attore europeo è andato a Peter Mullan per «Hector» (Regno Unito) di Jake Gavin, «per la capacità da grande attore, di rappresentare il disagio esistenziale di chi ha perso la sua partita con la società in un viaggio nella memoria che diventa un toccante racconto delle fragilità umane. Mullan ci regala ancora una volta una straordinaria performance artistica». Il film ha vinto anche il Premio speciale del pubblico. Premio Cineuropa a «Ivy» (Turchia, Germania) di Tolga Karacelik, «un film denso costruito come un thriller psicologico, nel quale non mancano né ritmo, né spessore. Il film ha molti punti forti: gli attori, scelti con cura e molto credibili; una padronanza assoluta della musica e dei suoni, che accompagnano la discesa dei personaggi nello loro follia; le inquadrature, cupe, angoscianti e realiste».

La VII edizione del Premio «Mario Verdone» è stata vinta da «Short skin» del regista fiorentino Duccio Charini. Il film è stato scelto da Silvia, Carlo e Luca Verdone in una rosa di tre opere prime di giovani registi under 40. A leggere la motivazione Carlo: «Perché racconta con grazia e autoironia l’imbarazzo esistenziale di un adolescente alle prese con una sessualità complicata da un piccolo difetto fisico trasformando la sua storia in una parabola universale sulla difficoltà di amare e farsi amare. Un film che suscita con delicatezza e assoluta originalità un’immediata empatia».

La IV edizione del premio «Emidio Greco», con giuria composta dalla famiglia Greco, a «Lo so che mi senti» di Francesca Mazzoleni. Il premio Puglia Show, in giuria Francesco Ranieri Martinotti, Francesca Andreoli, Mariolina Gamba, ha assegnato il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio, il Premio Augustus Color e il Premio di mille euro offerto dalla contessa Maria Josè Pietroforte di Petruzzi a «Tutto su Madeleine» di Sabina Andrisano per «aver saputo rappresentare con uno sguardo ironico e una regia brillante un universo femminile sempre attuale arricchendolo di accenti caricaturali à la Almodovar». Menzione speciale a «Giuseppe che sapeva volare» di Luca Cucci, che «unisce l’arte, il paesaggio, la cultura e il misticismo della Puglia in un racconto che incuriosisce, coinvolge e sorprende lo spettatore». Il premio Rai Cinema Channel di mille - in giuria Maria Federica Lo Jacono e Manuela Rima - a «Kelime» di Federico Mudoni, «per aver saputo raccontare in soli 11 minuti il dramma del terrorismo, la più grande tragedia dei nostri tempi, attraverso uno sguardo intimo e personale, scevro di giudizio». Il premio Unisalento, assegnato dagli studenti del Corso di Fotografia, Televisione del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento, a «Il tradimento di Ippocrate» di Giuseppe De Mita. Per la prima volta l’Università del Salento assegna un premio intitolato all’ateneo, la giuria ha scelto quest’opera «per la qualità dell’idea narrativa, la maturità dello sviluppo drammaturgico, la coerenza tematica di ogni componente del linguaggio audiovisivo, dai costumi alla fotografia».

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