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Pieragnoli non si nasconde: «La mia Italia deve vincere»

Pieragnoli non si nasconde: «La mia Italia deve vincere»

Il coach: «Abbiamo atlete importanti, ma non sottovalutiamo nessuna avversaria»

11 Luglio 2022

Gianluigi De Vito

Coach Luca Pieragnoli, pisano di Pontedera, 60 anni, una vita in panca azzurra, ha toni sicuri e pacati. Ha guidato la scorsa settimana l’Italrosa B ai Giochi del Mediterraneo fino al tetto più alto: l’oro. E con una manciata di quelle ragazze vincenti, è approdato in Puglia giovedì scorso. Domani alle 20, Cerignola Ucraina- Italia, la prima dell’Europeo femminile under 21 diviso, nella fase di qualificazioni alle finali, per metà con Andria.

Coach Pieragnoli può presentare ai non addetti il gruppo delle azzurrine titolari che vedremo in campo?

«È un gruppo consolidato che gioca da tempo insieme. Il libero è Martina Armini, le centrali sono Emma Graziani e Linda Nwakalor, gli attaccanti di riferimento Emma Cagnin e Loveth Omoruyi, la palleggiatrice è Sofia Monza, l’oppoposto Giorgia Frosini. In realtà un sestetto è difficile da definirsi. Sono ragazze tutte molto valide e comunque si sono alternate molto. Ha giocato Frosini ma ha giocato molto anche Binto Diop. Nwakalor, Cagnin, Frosini e Diop hanno vinto l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Le due opposte si sono alternate molto, anche Cagnin ha giocato abbastanza. Per un centrale è sempre più difficile entrare quindi Nwakalor ha giocato un po' di meno. La Graziani non c’era. Vedremo»

Siete condannati a vincere: peso eccessivo?

«L’obiettivo è andare a vincere perché siamo l’Italia, perché giochiamo in casa, perché è un gruppo forte e quindi l’obiettivo è ottenere il massimo. Da questo, a realizzarlo, ci sono gli avversari che ovviamente sapendo di giocare contro l’Italia si saranno preparati ancora meglio. Poi ci sono le incognite, che possono capitare durante un percorso. A noi ne sono capitate già un paio, strada facendo abbiamo perso la palleggiatrice titolare e una schiacciatrice titolare tra le ragazze che l’anno scorso avevano ottenuto il titolo under 20, Gardini e Guiducci».

Domani l’Ucraina, mercoledì l’Austria, giovedì la Serbia. Chi delle avversarie la preoccupa di più?

«La Serbia su tutte, perché è la squadra contro cui l’anno scorso abbiamo giocato la finale del mondiale under 20 ed è una squadra che ha partecipato ai Giochi del Mediterraneo con quasi tutta l’Under 21. Squadra rodata. L’Ucraina è un’incognita per mille motivi, sicuramente è sempre una squadra da rispettare perché la scuola pallavolistica è di primo livello da sempre. Vedendo le vicissitudini che sta vivendo questo paese, non so quali siano state le possibilità di allenarsi. In un Europeo così corto con otto squadre, tutte quelle che arrivano in fondo sono squadre forti, vuole dire che hanno saputo superare gironi di qualificazione e quindi vuol dire che sono squadre preparate che hanno dei valori da mettere in campo. L’Austria non è una nazionale che ha una storia alle spalle importante, ma se è qua vuol dire che ha un gruppo interessante e vuol dire che ha dei valori. Questa la dice lunga. Puntiamo all’obiettivo più importante, chi c’è c’è».

Le due amichevoli con la Turchia dei giorni scorsi che esito hanno dato?

«Il test è servito a ritrovarci, a ritrovare un po' di feeling fra le ragazze, perché nell’ultimo periodo la squadra non si è allenata insieme. Alcune erano a Milano ad allenarsi, altre erano ai Giochi del Mediterraneo»

Turchia e Polonia spaventano? In che misura?

«Sono due squadre di pallavolo importanti, è difficile fare percentuali, stanno ottenendo e hanno ottenuto risultati ormai da anni e quindi sono due avversarie di primissimo livello. Anche l’anno scorso ai Mondiali sono state due partite difficili. Sicuramente bisogna far bene e bisogna che in ognuna si dia il massimo. Studieremo le avversarie nel dettaglio strada facendo»

I punti di forza della nostra nazionale?

«Abbiamo tante ragazze di livello che sono già inserite nei campionati di massima serie e certamente non hanno avuto ancora spazi importanti nelle loro squadre perché giocare titolari in A1 a 20 anni non è una roba molto semplice. Alcune di loro hanno fatto già diverse apparizioni, come Cagnin, Diop, Frosini, Graziani. Vuol dire che hanno dei valori. Hanno saputo ritagliarsi i loro spazi e hanno in diverse partite hanno recitato un ruolo da protagoniste. Sicuramente abbiamo delle giocatrici importanti».

Il pubblico, settimo giocatore i campo: ci crede davvero?

«Mi ricordo a Bari la partita con la Serbia dove c’è stata una super prestazione del pubblico che è stato il settimo giocatore in campo. Avere il supporto della gente di Puglia è una roba che da un’energia in più. C’è sempre bisogno, riempie il cuore e da ancora più forza»

A proposito di Puglia e di Sud, nessuna azzurra è maturata nei vivai meridionali. L’Italia femminile a due velocità non è una bella cosa, o no?

«Io mi sono occupato dell’attività sul territorio per tre anni, ora non più. Sono stato in tutte le regioni, avevamo anche costruito un progetto in cui entravamo nelle società oltre che venire a fare i progetti di selezione e individuazione dei talenti. Sono venuto personalmente in Puglia in diverse società. Vedo che il potenziale c’è. Bisogna creare delle strutture dove le atlete possano crescere, rimanendo nella propria regione. Non può essere che regioni come la Puglia diventino terre di conquista per club che sono al Nord o in altre regioni. Questo impoverisce il territorio dei migliori talenti e rende difficile una crescita. La Puglia è una regione che ha espresso tanto nella pallavolo di vertice penso alla Mello alla Taurisano. Ci sono state giocatrici importanti che sono state bandiere della nazionale. Se da una regione una ragazzina deve partire e andare al Nord per fare pallavolo, questo complica le cose. Le squadre s’impoveriscono dei migliori talenti. Se riesci a costruire campionati dove ci sono tante ragazze di qualità il livello cresce e quindi cresce la media e aumenta il livello di ogni campionato. Sì, bisogna far qualcosa affinchè le ragazze possano rimanere sul territorio, e portare le ragazze su una fascia medio alta».

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