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mercato

Volley, pressing del Taranto sulle bocche di fuoco: Kovar e Kooy in pole

girondi prisma taranto volley

Primavera: «Stiamo facendo un grande sforzo per migliorarci»

09 Maggio 2022

Gianluigi De Vito

Metti un ultratrentenne super esperto che infila pallottole selvagge con la precisione di un tiratore scelto (leggi: Jiri Kovar o Dick Kooy). Aggiungi uno spilungone con le braccia in gore-tex che sa sbarrare l’avversario come fosse una saracinesca di marmo (Giovanni Gargiulo), condisci con un difensore che ha fatto il callo a prendere bordate d’assalto a Fort Apache (Marco Rizzo). Mescola il tutto con la «diagonale» palleggiatore-opposto già nel piatto (Falaschi-Stefani), arricchisci al centro con gocce toccasana (Alletti) e inforna con seconde linee e comprimari. E volilà: pronto, o quasi, la Prisma Taranto versione Superlega 2022-2023.

Diciamola tutta. Mago Di Pinto aveva appena chiuso la stagione regolare che gli è valsa la favola della salvezza quando ha cominciato a fare diventare roventi i cellulari di mezza Italia e Europa a caccia anzitutto di firme d’autore nella linea d’attacco. Adesso il coach sta stressando l’alleato e amicissimo direttore generale Vito Primavera. E i risultati stanno per arrivare perché il casting per il prossimo campionato in riva allo Ionio non è più chilometrico.

Di Pinto ha la bocca cucita («È un momento delicatisimo, in dieci giorni ci giochiamo tutte le possibilità di firma») e Primavera la scuce solo per dire due cose. La prima: «Il presidente Antonio Bongiovanni e la vice Elisabetta Zelatore sono i primi ad accettare l’idea che va fatto un passo in più rispetto alla scorsa stagione». Tradotto significa che «per la linea d’attacco abbiamo la possibilità di puntare a nomi di grosso calibro e questo è un ottimo punto di partenza del quale Taranto, la Puglia e il Sud devono essere grati ai due dirigenti». La seconda riguarda l’orizzonte: «L’obiettivo della prossima stagione sarà quello di migliorarsi e quindi di arrivare a una salvezza senza affanno, ma bisogna considerare che l’A1 resta il campionato più bello del mondo. E rimanere tra le prime dodici squadre italiane significa essere tra le prime trenta a livello internazionale».
Nessun dubbio sulla cifra tecnica della Superlega. D’altra parte, se nella lista delle partenze c’è gente come l’americano Matthew Anderson, nella sala degli arrivi figurano top-player come il polacco Kamil Semeniuk. Ingaggi stratosferici, quasi a livello Corea, ma che «drogano» il mercato. E questo rende tutto più difficile per chi a Sud deve fare la spesa-giocatori se non al discount non di certo nelle salumerie a cinque stelle.

I riconfermati sono Falaschi (regista), Stefani (opposto) e Alletti (centrali). Vicinissimo anche il prolungamento del contratto per Gironi. Per il resto, di concreto non c’è nulla, di voci ce ne sono tante, anche se nessuna per ora trova la conferma della firma. Via il «libero» Laurenzano (Trento investe su di lui), calabrese di culla e pugliese di formazione pallavolistica, dovrebbe tornare a casa Marco Rizzo, tarantino accasatosi l’ultima stagione a Vibo Valentia.

I brividi caldi saranno per gli schiacciatori. Due su tutti i nomi al vaglio: Dick Kooy, 34 anni, 202 centimetri, olandese naturalizzato italiano, finito in Polonia; e un altro italiano di passaporto, Jiri Kovar, cecoslovacco di nascita, 33 anni, alto 202 centimetri pure lui, schiacciatore sugli scudi della Lube Civitanova. Nomi di garanzia, che hanno vinto tanto e girato club importanti e selezioni nazionali. Ma potrebbero costare troppo, nonostante lo sforzo promesso dai dirigenti tarantini. Il fatto è che anche gli altri nomi che sarebbero sul taccuino della coppia Di Pinto-Primavera non sono poi a buon mercato. Bisogna svenarsi anche per chiudere con il russo Oleg Antonov e col portoghese Ferreira. Pure la strada che porta a Eric Loeppky (Padova) è lastricata di ostacoli. Oleata invece la pista per il centrale di Vibo, Giovanni Gargiulo. Una settimana e lo sformato Prisma uscirà dal forno del mercato.

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