Martedì 09 Agosto 2022 | 06:33

In Puglia e Basilicata

lettera

Come possono parlarsi due dolori immensi?

Cuore

La perdita di un affetto e la vita che continua

09 Luglio 2022

Lisa Ginzburg

Buongiorno, mia sorella è mancata per causa del Covid un anno e mezzo fa. Aveva quarantasette anni, un marito. Insieme a loro (a lei e mio cognato), io e mio marito abbiamo passato tantissimi bei momenti. Eppure da quando lei si è ammalata mio cognato è cambiato, e ancora di più dopo, quando è finito tutto. Si è chiuso nel suo lutto che era diverso dal mio. Anziché avvicinarci, il dolore ci ha allontanato. Succede, dice una mia cara amica; ma io mai avrei immaginato che al deserto in cui mi trovo a vivere da quando non c’è più mia sorella dovesse aggiungersi questa gigantesca delusione. Mi hanno detto che da qualche tempo lui frequenta una donna molto più giovane di lui. Questa notizia mi ha lasciato senza parole. So che è meglio non commentare, non pensarci nemmeno, ma sento calpestata la memoria di mia sorella, e soffro moltissimo. Ancora di più pensando che si tratti di una donna cosi giovane. Mi sento offesa, e il dolore mi toglie la voce.
Mariangela

Cara Mariangela
quale grande pena tu provi e comunichi. Capisco e provo a immaginare nell’intimo questa sensazione che avverti di profonda offesa. Ogni lutto è diverso per ognuno, ogni lutto è un vuoto che scava voragini dentro, una ferita che non si rimargina e che per cicatrizzarsi anche solo in parte chiede un tempo inenarrabile, certe volte infinito. La tua è una perdita dolorosa in modo indicibile; la perdita subita da tuo cognato diversa, ma quella anche durissima. Come possono parlarsi, due dolori immensi ? I dolori, ha ragione la tua amica, certe volte non riescono a dialogare, e al contrario allontanano chi li prova: anche per sempre. Se tu ne trovassi la forza, la spinta, il desiderio, potresti provare a dire a tuo cognato di questo senso di offesa che ti schiaccia. Ma se solo pensare di comunicare con lui ti fa del male, non farlo. Che lui abbia scelto così in fretta una nuova persona, pure ti offende, e questo anche lo capisco. Che questa persona sia tanto giovane ti addolora, ti suona un insulto.

Forse però qualsiasi altra donna avesse scelto tanto in fretta avrebbe ferito la tua sensibilità, ma che si tratti di una ragazza, ancora di più. Come che sia, se queste cose che tanto ti pesano sul cuore non riesci a dirle a tuo cognato, prova a pensare che è il tuo «ex» cognato. Che le cose sono cambiate, e lui non fa più parte della tua vita. A parte il ricordo di tua sorella, non credo altro vi leghi. E di sicuro, meglio cristallizzare un passato felice che vi ha visti vicini nel comune (diversissimo) amore per la stessa persona, che non affaticarsi invano ad accettare un inaccettabile presente. Rispetta te stessa, tutte le tue vulnerabilità, perché ognuna di esse è più che legittima. Quanto più rispetterai il tuo dolore, tanto più verrai rispettata dagli altri. Poni limiti che ti difendano, che proteggano il tuo tempo di elaborazione, la tua vita cambiata, senza più tua sorella vicino.

Il silenzio può essere uno di questi limiti. Se senti di stare meno male tagliando le comunicazioni con tuo cognato, perché non farlo? Non onoriamo meglio i nostri morti lasciando che tutto resti uguale dopo la loro scomparsa. Al contrario, omaggiamo più e meglio il loro ricordo restando vicini, nel cuore e nelle memorie, al tempo felice in cui siamo stati con loro, ma dove necessario apportando tutte le correzioni e le modifiche e le evoluzioni che la vita ci suggerisce. Siamo loro vicini anche cambiando, accettando e seguendo il fluire del tempo. E se qualcuno o qualche avvenimento ci ferisce troppo, interrompere le comunicazioni con quel qualcuno è un atto non solo di amor proprio, anche di amore verso i ricordi che ci hanno tenuti vicini a chi tanto amavamo, e sempre nel ricordo ameremo. Coltiva l’arte dell’oblio, prova a impedirti di pensare al tuo ex cognato e alle sue nove scelte. Con il tuo silenzio riuscirai forse a fargli capire quanto ti senti ferita, e lascerai a lui, se accadrà, la possibilità di spiegarsi. Lasciare andare le persone nel pensiero molte volte è la miglior cura. E hai bisogno delle tue migliori energie, per percorrere la lunga strada della elaborazione del tuo lutto. Non perdere forze impegnandole a giudicare una persona che probabilmente non fa più parte della tua vita.

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