Lunedì 09 Marzo 2026 | 18:55

Ex Ilva, i cittadini di Taranto fanno ricorso contro il Tribunale di Milano: «Vogliamo lo stop immediato, non ad agosto»

Ex Ilva, i cittadini di Taranto fanno ricorso contro il Tribunale di Milano: «Vogliamo lo stop immediato, non ad agosto»

Ex Ilva, i cittadini di Taranto fanno ricorso contro il Tribunale di Milano: «Vogliamo lo stop immediato, non ad agosto»

 
Redazione online

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«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

«Il termine di grazia viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea, e cioè che le proroghe sono illecite». La Corte sarà chiamata a decidere anche sulla impugnazione che hanno proposto i gestori

Lunedì 09 Marzo 2026, 16:38

«Il Tribunale ha demolito la nuova Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) propagandata dal governo Meloni come la panacea di tutti i mali. Ma ha reso una motivazione contraddittoria sulla sospensione dell’attività produttiva. Anzichè ordinare l’immediata sospensione di essa ha concesso un termine di grazia che viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea e cioè che le proroghe sono illecite. Abbiamo quindi impugnato la decisione con riguardo a questo termine concesso che è di 3 anni decorrenti dalla scadenza dell’ultima Aia (24 agosto 2023)». Lo annunciano i promotori dell’azione inibitoria contro l’ex Ilva che chiedono lo stop dell’area a caldo.

Il Tribunale di Milano ha ordinato all’azienda la sospensione dal 24 agosto in caso di mancata ottemperanza in tempi certi alle prescrizioni. Contro questo provvedimento è stato ora proposto ricorso alla Corte d’appello dall’avv. Maurizio Striano, che assiste - con il collega Ascanio Amenduni - gli 11 cittadini aderenti all’associazione 'Genitori Tarantini promotori dell’azione inibitoria. Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata degli impianti perché ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine.

«Un altro motivo di impugnazione - spiega Striano - riguarda la giustizia climatica. Infatti il Tribunale ha respinto la nostra domanda di ordinare ai gestori l’abbattimento delle emissioni di CO2 che non sono tossiche, ma sono sicuramente nocive per gli effetti che hanno sul clima e, di conseguenza, sulla vita delle persone. Le motivazioni del Tribunale non tengono in alcun conto le argomentazioni svolte in un parere pro veritate dal professor Carducci, massimo esperto in materia in Italia e non solo. Ora dovrà pronunziarsi la Corte di Appello di Milano. Speriamo che lo faccia in tempi brevi. La Corte sarà chiamata a decidere anche sulla impugnazione che hanno proposto i gestori. Il primo tempo lo abbiamo vinto noi, speriamo che nel secondo l’arbitro non si inventi qualche rigore inesistente»

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