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L’Inghilterra antica e sontuosa nella «Fiera della vanità» della regista indiana Mira Nair

L’Inghilterra antica e sontuosa nella «Fiera della vanità» della regista indiana Mira Nair

01 Giugno 2022

Redazione Spettacoli

Si respira aria antica e sontuosa nel film di Mira Nair, La fiera della vanità (Vanity Fair), del 2004, presentato in concorso alla 61esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

L’opera della pluripremiata autrice indiana - in onda stasera alle 21.20 su La7 D - vede nel cast un favolosa Reese Witherspoon affiancata da James Purefoy, Romola Garai, Jonathan Rhys Meyers e Gabriel Byrne.

Tratto dell’omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray (uno dei classici fondamentali per lo studio della grande letteratura inglese, apparso prima in 20 puntate mensili tra il 1847 e il 1848, poi pubblicato come opera unica), conduce lo spettatore nel Regno Unito del 1802. Conosciamo Rebecca Becky Sharp, figlia di un pittore e di una cantante d’opera francese, cheresta orfana da piccola. Dopo essere uscita dal collegio con la sua amica Amelia Sedley, si pone l’obiettivo di sposarsi con un nobile ricco in modo da avere fortuna nella vita.

Decide così di scalare l’alta società inglese con ogni mezzo, ma si avventura su un terreno scivoloso perché si tratta di un universo ostile. Per prima cosa mira al fratello della sua migliore amica, Joseph, che ha fatto fortuna in India. La storia tra loro due naufraga perché il fidanzato di Amelia, George Osborne, convince Joseph che Becky non ha un ruolo sociale adeguato. In seguito la ragazza riesce a passare dall’essere governante in una ricca famiglia a quello di consorte di un ufficiale dell’esercito. In ogni caso non le basta e vorrebbe di più, però il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto...

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