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Tour del gusto

Il caffè leccese vero antidoto contro la calura. I consigli dal re dei «coffee lovers» Angelo Segoni

Il caffè leccese vero antidoto contro la calura

C’è un dato di fatto: a Lecce, come nel resto della provincia, il caffè in ghiaccio con il latte di mandorla è antico quasi quanto la statua del Santo Patrono che sovrasta la città.

24 Luglio 2022

Barbara Politi

A volerlo immaginare protagonista sul set di un film, il «caffè in ghiaccio leccese» troverebbe la sua collocazione ideale in piazza Sant’Oronzo, mentre viene sorseggiato ai tavolini di un bar da un gruppo di amici che, alla controra, si riparano dalla calura estiva.

C’è un dato di fatto: a Lecce, come nel resto della provincia, il caffè in ghiaccio con il latte di mandorla è antico quasi quanto la statua del Santo Patrono che sovrasta la città.

Il rito sacro è noto a tutti i compaesani, grandi e piccini, e viene praticato in ogni angolo della penisola salentina, anche in quello più remoto. I turisti che ogni estate giungono nella terra del sole e del vento, invece, vengono sapientemente “iniziati” al rituale della bevanda fresca e dissetante per eccellenza, una prelibatezza di cui s’innamorano follemente tanto che, una volta rientrati a casa dalle ferie, ne diventano ambasciatori e ne cantano le lodi in tutto il Paese.

Ma qual è il vero segreto del caffè leccese? «La bontà indiscussa», rispondono all’unanimità mentre compiaciuti lo sorseggiano in riva al mare o nelle piazze dei borghi. Il caffè freddo già di per sé gode di grande simpatia un po’ dappertutto; la versione Made in Lecce è unica perché inconfondibile. Al caffè caldissimo e profumato (può essere preparato sia con la moka che con la macchina per espresso) e ai cubetti grossolani di ghiaccio viene aggiunto sempre un fondo di latte di mandorla (magari preparato in casa) al posto dello zucchero o del dolcificante. Un dettaglio che ha fatto la differenza, tanto da portare la fama del caffè leccese in capo al mondo. Badate bene: il caffè deve essere servito in un bicchiere di vetro già pronto per essere gustato, accompagnato da un cucchiaino per mescolare a piacere; diffidate da chi vi propone di fare da voi la preparazione al bancone. Quando gustarlo? L’ora esatta non esiste: si beve al mattino per iniziare la giornata, magari accompagnato da un pasticciotto appena sfornato; dopo pranzo, nei caldi pomeriggi salentini o al tramonto. In spiaggia o in città, il piacere non cambia.

Conoscere la tradizione del caffè leccese vuol dire per il turista appropriarsi di un tassello dell’identità di questo territorio: come portare un pezzettino di Salento a casa.

Per i salentini, invece, e più in generale per tutti i pugliesi che hanno adottato la buona usanza, bere il primo caffè in ghiaccio della stagione (spesso già ad aprile) significa salutare ufficialmente l’estate che arriva e, con l’occasione, aprire le danze, oltre che le bottiglie di latte di mandorla.

Consigli e suggerimenti tecnici al gusto dal re dei «coffee lovers» Angelo Segoni

Si chiama Angelo Segoni, è di Pescara e da qualche anno si è trasferito nel Salento per lavoro. Il 37enne, infatti, è responsabile formazione per l’azienda Quarta Caffè. Un incarico arrivato all’indomani di una vittoria importante, quella del Campionato Italiano Baristi che nel 2016 l’ha decretato campione nazionale. «Dopo il titolo sono arrivato nel Salento per sviluppare corsi di formazione sul mondo del caffè destinati ai giovani baristi e ai clienti», ha raccontato. Il lockdown però ha scombinato una bella routine fatta di incontri, corsi di formazione e trasferte: «Quando i corsi sono stati sospesi ho pensato a come continuare con la mia attività di formatore e divulgatore del prodotto che in assoluto amo di più, il caffè. Ho capito che dovevo utilizzare le piattaforme che spopolano per contatti e bacino di utenza sul web: i social». Infatti, a distanza di un paio di anni, con 13mila followers su Instagram, un canale tematico su YouTube e la nuova sfida lanciata su TikTok, Angelo è diventato per tutti il «Detective del Caffè» (questo il suo nickname), seguitissimo da chi ha sete di curiosità, consigli e suggerimenti tecnici al gusto di caffè. Dai corsi di formazione sulla caffetteria al canale Telegram per gli amanti del caffè, dalla community intitolata «Beviamo un caffè insieme» alla sezione dedicata alla variante leccese, il giovane salentino d’adozione ha dato vita allo scibile social del caffè: «Tutorial, caroselli, aneddoti, nozioni tecniche e ricette; tutto il necessario per divulgare la cultura del caffè, un mondo su cui si conosce ancora molto poco», ha spiegato l’influencer, che ricorda quanto ancora «fermi come popolo siamo al caffè espresso e alla moka, rinunciando a un mondo fatto di sperimentazione del nuovo che invece è facile trovare nel settore enoico». Da Londra all’Australia - dove si è formato - il 37enne divulgatore è poi approdato in Puglia, alla corte di una delle più importanti aziende del territorio, con una mission precisa: lavorare sulla dignità della figura professionale del barista: «Cerco di insegnare ai giovani baristi come comunicare al meglio il proprio mestiere –; ha detto - l’intento è di attivare un meccanismo che ad esempio ha riguardato la figura dello chef, il cui ruolo e autorevolezza oggi sono ampiamente riconosciuti». Passione e sapere, un bagaglio quello di Angelo fruito da tutti gli amanti del caffè che seguono quotidianamente sui social il Detective per trucchi e consigli pratici: gli abbinamenti, il segreto dell’acqua, la storia del cappuccino, sono solo alcuni degli argomenti proposti dal formatore sulla bevanda nera dal fascino senza tempo.

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