GAZZETTA TV A Bari la psicologa di base fa già il pienone: «Così combattiamo lo stigma sulla salute mentale»

Il bisogno di parlare con qualcuno non ha età: «Nel mio studio una platea eterogenea di cittadini, dai giovedì adulti ai 70enni. È il sintomo di quanto i cittadini ne avessero bisogno»

Carmen Palma (video Donato Fasano)

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Carmen Palma (video Donato Fasano)

Venerdì 30 Gennaio 2026, 06:00

Il primo utente è entrato nel suo studio il 12 gennaio. Da quel giorno, una fitta agenda riempie le 24 ore settimanali di servizio della psicologa Cecilia Forenza, psicoterapeuta e da pochissimo anche psicologa di base della Asl del capoluogo pugliese. Da qualche settimana infatti il servizio è attivo in tutta la regione, con un professionista per ciascun Distretto socio-sanitario pronto a intercettare precocemente i bisogni psicologici delle persone e a offrire un primo supporto qualificato. 

Sono già circa 60 i cittadini che hanno tenuto un colloquio da un’ora con la dottoressa Forenza, nel suo studio ubicato nel poliambulatorio di via Fani. Forenza, laureata in psicologia all’Università di Roma La Sapienza e specializzata in Psicologia Clinica alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, è anche psicologa giuridica e psicodiagnosta.

«Da quando il servizio è entrato a pieno regime ho accolto una platea di utenti abbastanza eterogenea - racconta la dottoressa -. C’è stata una grande risposta da parte dei cittadini e l’agenda si è riempita velocemente sul distretto di Bari. Fino ad oggi si sono rivolti al servizio giovani adulti, ma anche 50enni, 70enni…Questo è indice di quanto il cittadino ne sentisse».

Qualche informazione pratica: «Si tratta di un servizio di assistenza di primo livello, ciò significa che effettuiamo un servizio di primo accesso al sistema sanitario nazionale. L’accesso è possibile tramite prenotazione al sistema Cup o con richiesta del medico di medicina generale o specialisti. È un servizio di accoglienza e filtro, utile a dare maggiore consapevolezza al paziente e sensibilizzare sulla salute mentale. Una volta che si è accolto il paziente, siamo poi noi a gestire i colloqui. È utile anche a prevenire in maniera precoce eventuali problematiche, in modo tale da evitare la cronicizzazione delle psicopatologie».

«L’accoglienza è per tutti - continua -, sono poi i primi colloqui a definire urgenze e priorità su chi valutare o inviare ad altri specialisti. Sicuramente una prima seduta non basta a fare una valutazione, e poi il paziente ha bisogno di sentirsi accolto, creare una sorta di legame. Va sottolineato però che questo non è un servizio di psicoterapia, proprio perché abbiamo un tempo limitato e siamo un filtro. Un eventuale approfondimento psicoterapico viene inviato a un livello successivo».

Tra le principali attività del servizio, infatti, rientrano: supporto a disagi emotivi transitori, difficoltà di adattamento, sostegno nei momenti critici del ciclo di vita, supporto ai sintomi ansioso-depressivi, alla cronicità e all’aderenza terapeutica, promozione del benessere psicologico.

«La sua bellezza è quello di normalizzare il prendersi cura della propria salute mentale. Eliminare lo stigma. Spesso ci si vergogna, c’è poca consapevolezza o poca accettazione. Un servizio pubblico normalizza che tutti possiamo avere un disagio mentale. Avere un riferimento a cui porre delle domande è una risorsa preziosa».

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