Mercoledì 28 Gennaio 2026 | 12:26

La vertenza ex Ilva approda a Bruxelles: sul tavolo l'ultimo prestito da autorizzare

La vertenza ex Ilva approda a Bruxelles: sul tavolo l'ultimo prestito da autorizzare

 
Redazione Primo Piano

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La vertenza ex Ilva approda a Bruxelles: sul tavolo l'ultimo prestito da autorizzare

Il ministro Adolfo Urso incontrerà il commissario Teresa Ribera. Non si sa nulla invece circa la sentenza attesa dal Tribunale di Milano

Mercoledì 28 Gennaio 2026, 09:18

Approda oggi a Bruxelles la vertenza ex Ilva. Il ministro Adolfo Urso incontrerà il commissario Teresa Ribera, perché c’è da autorizzare l’ultimo prestito che è stato concesso e votato dal Parlamento. Il ministro è impegnato in una serie di incontri sui temi più rilevanti dell’agenda europea. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Urso ha spiegato di seguire con attenzione l’evoluzione della trattativa con Flacks Group per la cessione del complesso aziendale ex Ilva, sottolineando che nel piano industriale proposto c’è la decarbonizzazione del siderurgico di Taranto in tempi molto brevi.

Intanto, non ci sarà nessuna sospensiva dal Tar di Lecce sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva - attualmente Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria - chiesta con un ricorso da una serie di associazioni e movimenti ambientalisti di Taranto. L’Aia, rilasciata dal ministero dell’Ambiente a fine luglio, consente la prosecuzione dell’attività con gli altiforni per altri 13 anni, e sostituisce il provvedimento autorizzativo del 2021 che era scaduto ad agosto del 2023. Da allora in poi, sino all’arrivo della nuova Aia, l’ex Ilva era stata con l’Aia in proroga (l’Aia è appunto l’autorizzazione a produrre e all’esercizio degli impianti industriali).

Ieri il Tar di Lecce ha deciso di non accordare la sospensiva sull’Aia chiesta dai ricorrenti decidendo di andare direttamente al merito. «Il Tar si è riservato di andare direttamente al merito piuttosto che decidere sulla sospensiva - ha spiegato ai giornalisti Maurizio Rizzo Striano, uno dei legali dei ricorrenti contro l’Aia - Il Tar probabilmente fisserà un’udienza prima dell’estate ma il presidente ha detto che è una questione troppo complessa e quindi sarà decisa nel merito. I giudici entreranno direttamente nel merito e tra qualche giorno si dovrebbe sapere quando è stata fissata la causa». Per il momento, dunque, nulla di fatto sull’Aia all’ex Ilva. Resta in vigore il provvedimento del Mase di luglio 2025.

Non si sa nulla invece circa la sentenza attesa dal Tribunale di Milano. «Da Milano tutto tace», conclude Rizzo Striano. Dal Tribunale lombardo è attesa la sentenza relativa all’azione inibitoria, con lo stop alla produzione perché ritenuta inquinante e nociva, promossa da un gruppo di cittadini di Taranto e dall’associazione “Genitori Tarantini”. Il Tribunale di Milano deve pronunciarsi in base alla direttiva europea sulle emissioni e alla sentenza di giugno 2024 della Corte di Giustizia Europea (un impianto industriale va fermato se la sua attività determina danni alla salute e all’ambiente), ma anche valutare la nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’ex Ilva a luglio scorso e che proprio alla sentenza della Corte UE si richiama. Infine, è stata fissata per il 9 febbraio dal gip di Taranto, Mariano Robertiello, l’udienza in camera di consiglio nella quale si discuterà il ricorso dell’ex Ilva contro il mancato dissequestro dell’altoforno 1. È l’impianto che a maggio scorso ha subito un incendio ad una delle tubiere che ha determinato il sequestro senza facoltà d’uso. Una prima istanza di dissequestro é stata avanzata dall’azienda in estate e respinta dalla Procura ad agosto. Una seconda risale alle scorse settimane ed è stata rigettata dalla Procura il 23 dicembre con la motivazione che vanno condotti altri accertamenti sull’altoforno.

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