Due anni di reclusione (con pena sospesa) al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, l’ingegnere Giancarlo Mondello e al datore di lavoro Giuseppe Rogondino, legale rappresentante della impresa edile Rogondino Costruzioni Srl, incaricata della manutenzione della sede Rai di via Dalmazia dove il 15 ottobre 2015 morì un operaio, Michele Losacco, caduto nel vuoto mentre eseguiva lavori sulla facciata. E’ questa la sentenza emessa oggi dal Tribunale di Bari (giudice Marco Guida) che ha riconosciuto entrambi colpevoli di omicidio colposo con l’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Per lo stesso motivo è stata condannata anche la società esecutrice Rogondino Costruzioni, che pagherà una sanzione amministrativa di 320mila euro oltre che i danni alle parti civili. Accolte dunque le conclusioni della Procura che con il pm Ignazio Abbadessa aveva chiesto due condanne e tre assoluzioni. Il Tribunale ha infatti assolto «per non aver commesso il fatto» Carlo Mancini, responsabile della struttura Engineering e Maintenance della Rai (difeso dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto), il legale rappresentante della ditta Alta Edilizia srl che aveva fornito la piattaforma mobile, Giovanni Mastrogiacomo, e l’operaio Francesco Aresta che l’aveva montata.
Secondo le indagini dei Carabinieri del Nil l’operaio 50enne stava lavorando, senza casco e senza imbragatura di sicurezza, ad una altezza di 25 metri su una piattaforma mobile dotata di pedana di calpestio in legno. L’impalcatura non aveva dispositivi di sicurezza adeguati: Losacco è caduto mentre stava lavorando al ripristino del cornicione.
"La sentenza - commenta l'avvocato Sisto (studio Fps) riconosce l’assoluta estraneità dell’ingegner Carlo Mancini e della Rai a quanto tristemente accaduto. Sono da sempre stato convinto, e la decisione odierna lo conferma, della loro correttezza comportale nel pieno e rigoroso rispetto delle regole".
















