Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase «Trasferimento forzato=licenziamento mascherato» e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi.
L’uomo «impiccato - sottolinea in una nota la Uilm, che ha organizzato la mobilitazione con la Fiom Cgil - è il simbolo brutale di un futuro che viene tolto, di una dignità calpestata e di un territorio che rischia di essere svuotato per sempre».
Per l’organizzazione sindacale «spostare il lavoro a 200 km di distanza non è una riorganizzazione, è una condanna per tante famiglie che non possono e non vogliono accettare un addio silenzioso alla loro terra».
VESTAS ITALIA: IL TRASFERIMENTO A MELFI DI 16 DIPENDENTI PER UNA MAGGIOR EFFICIENZA
«Per servire al meglio la flotta in Italia, Vestas ha deciso di trasferire il magazzino di assistenza locale di Taranto, in via Ariosto. Il magazzino attualmente conta 14 addetti alla logistica e 2 formatori, e verrà trasferito in una nuova sede a San Nicola di Melfi, più vicina ai nostri parchi eolici e al centro ricambi, per migliorarne l’efficienza. Questi 16 dipendenti sono gli unici dipendenti Vestas in Italia interessati da questo trasferimento». Lo dichiara la società con riferimento al trasferimento della sede da Taranto a Melfi che da ormai 13 giorni vede i lavoratori in sciopero e presidio davanti allo stabilimento ionico. I sindacati, che sostengono la protesta dei lavoratori, parlano di trasferimento di 32 unità. Ieri, durante il presidio, un gruppo di sindacalisti e lavoratori è salito sul tetto.
«La condivisione di informazioni e il dialogo con i dipendenti interessati - aggiunge Vestas - sono in corso e ci impegniamo a seguire un processo trasparente che affronti qualsiasi aspetto relativo al trasferimento».
«Altri 16 dipendenti - spiega ancora la società - utilizzano l'attuale magazzino poiché svolgono principalmente attività di manutenzione per la riparazione delle pale e lavorano prevalentemente in trasferta, pertanto l’impatto del cambio di sede è limitato. Vestas ha comunicato che questi lavoratori potrebbero non essere trasferiti nella nuova sede di San Nicola di Melfi, ma in un’altra unità locale dotata di strutture adeguate per la collocazione delle apparecchiature».
«In totale, - conclude la nota - Vestas impiega circa 3.000 persone in Italia. Questa decisione non incide sulle attività del resto di Vestas Italia né sulle attività dello stabilimento Vestas di Taranto».















