Mercoledì 28 Gennaio 2026 | 06:40

«I bilanci falsi della PopBari»,richiesta di rinvio a giudizio anche per i revisori. La Procura di Bari: «Non controllarono gli Jacobini»

«I bilanci falsi della PopBari»,richiesta di rinvio a giudizio anche per i revisori. La Procura di Bari: «Non controllarono gli Jacobini»

 
massimiliano scagliarini

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massimiliano scagliarini

«I bilanci falsi della PopBari», sotto accusa pure i revisori: «Non controllarono gli Jacobini»

Chiesto il processo per PwC e due consulenti Aprico e Acerbis. L'accusa è la stessa che riguarda gli Jacobini, gli ex ad Vincenzo De Bustis e Giorgio Papa, l’ex dg Gregorio Monachino e gli ex dirigenti Elia Circelli e Nicola Loperfido

Mercoledì 28 Gennaio 2026, 05:00

L’ipotesi intorno a cui gira il processo madre sulla Popolare di Bari è che tra il 2016 e il 2018 i vertici della banca abbiano falsificato i bilanci, occultando a risparmiatori e investitori 715 milioni di crediti marci. Ma c’è un secondo filone, che corre silenzioso e parallelo e riguarda chi ha certificato quei bilanci senza mai sollevare obiezioni. E infatti, dopo aver formalizzato le accuse a Marco e Gianluca Jacobini, ex presidente ed ex condirettore e vicedirettore generale dell’istituto e ad altre cinque persone, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio anche per i due revisori e per la multinazionale PricewaterhouseCoopers.

Le accuse ipotizzate nei loro confronti dal procuratore Roberto Rossi e dai pm Savina Toscani, Luisiana Di Vittorio e Federico Perrone Capano sono le stesse che riguardano gli Jacobini, gli ex ad Vincenzo De Bustis e Giorgio Papa, l’ex dg Gregorio Monachino e gli ex dirigenti Elia Circelli e Nicola Loperfido (il processo a loro carico riprenderà domani). Corrado Aprico, 60 anni, di Taranto, responsabile della revisione contabile della PopBari e Fabrizio Acerbis, 61 anni, di Bergamo, componente del collegio sindacale dal 2005 al 2019 (entrambi difesi dagli avvocati Mario Zanchetti e Marcello Elia di Milano) sono infatti accusati di false comunicazioni sociali (falso in bilancio) e aggiotaggio (la manipolazione del mercato attraverso la diffusione di notizie false). Delle stesse accuse risponde ai sensi della legge 231 la sede italiana della multinazionale PricewaterhouseCoopers. L’udienza preliminare si è aperta a ottobre scorso e sta proseguendo davanti al gup Rossana de Cristofaro, dove sono parti civili sia la Consob che BankItalia.

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