Si allarga alle ditte dell'indotto coinvolte nei lavori di manutenzione del «Convertitore 3» l'inchiesta della Procura di Taranto dopo l'incidente mortale che nell'ex Ilva è costato la vita all'operaio 47enne Claudio Salamida, precitato per sette metri a causa di una pedana in legno che copriva un buco sulla passerella.
Nelle scorse ore i tecnici dello Spesal che su delega del pm Filly Di Tursi stanno conducendo le attività nell'impianto per risalire alle cause e alle eventuali responsabilità per l'accaduto, hanno chiesto e ottenuto da Acciaierie d'Italia la documentazione relativa agli interventi condotti sull'impianto fino a pochi giorni fa: sono in particolare due le imprese che avrebbero avuto accesso all'impianto in questo periodo, ma nei registri compaiono anche altre altre imprese.
Come raccontato ieri, infatti, quell'area dell'Acciaieria 2 – sottoposta a sequestro probatorio senza facoltà d'uso dalla magistratura - è stata sottoposta a interventi di manutenzione fino allo scorso 9 gennaio e, stando a quanto appreso, quel buco nella grigliata del 5° livello, sarebbe stato utilizzato da una delle ditte dell'indotto per sollevare più facilmente il materiale necessario per le attività...
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