«È il momento di avere il coraggio di abbandonare un percorso che ha richiesto sacrifici estremi senza che questi si traducessero in benefici, né in termini economici né sociali». Lo dichiara in un messaggio di cordoglio, l'arcivescovo metropolita di Taranto, monsignor Ciro Miniero, che così interviene sulla morte di Loris Costantino, l’operaio di 36 anni morto oggi mentre stava pulendo un nastro trasportatore dell’area Agglomerato dell’ex Ilva di Taranto.
«Un altro morto sul lavoro che segue con tragica continuità gli altri che lo avevano preceduto», aggiunge, riferendosi alla morte Claudio Salamida, l’operaio deceduto nel gennaio scorso. «Siamo di nuovo qui, a esprimere il cordoglio per la morte di Loris Costantino, modalità simili, nella stessa azienda», evidenzia. «La città è attonita ma non rassegnata, un barlume di speranza arde nei cuori dei tarantini, a me spetta il compito di alimentarla, consapevole della difficoltà riveniente da decenni di subalternità e di scelte subite senza che fossero tenuti in debito conto i bisogni essenziali dei tarantini», conclude Miniero.
















