È stato un volo di almeno 10 metri a uccidere Loris Costantino, operaio di 36 anni della «Gea Power» ditta dell'indotto dell'ex Ilva impegnata nelle pulizie industriali di un nastro trasportatore nel Reparto Agglomerato dello stabilimento ionico. Come per Claudio Salamida, morto il 12 gennaio scorso, è stato il cedimento di una griglia metallica della passerella a cedere facendolo precipitare nel vuoto. Loris, insieme con un collega, era impegnato nelle operazioni di pulizia di un nastro fermo dal 2017 che, stando a quanto appreso, Acciaierie d'Italia era intenzionata a rimettere in funzione: per questo ieri mattina il personale della Gea Power era arrivato nel reparto: le indagini del personale dello Spesal, coordinato dal pubblico ministero Marco Colascilla Narducci, dovranno ora valutare la regolarità delle procedure e in particolare comprendere se vi sia stata o meno una valutazione della stabilità dell'impianto su cui si trovavano i due lavoratori.
L'accusa mossa al momento dai sindacati, infatti, è che quelle operazioni di pulizia non dovevano essere svolte in assenza di una certificazione che garantisse la sicurezza dei lavoratori: il materiale polveroso che negli anni si è accumulato sulle griglie di ferro che costituisco i “camminamenti” infatti avrebbero logorato la struttura che ha poi ceduto. L’operaio, che lascia una moglie e due figli di 3 e 7 anni, era ancora cosciente dopo la caduta: è stato portato prima nell’infermeria dello stabilimento e poi trasportato d’urgenza all'ospedale SS. Annunziata, ma a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte del personale medico.
La Procura di Taranto ha sequestrato l’area in cui si è verificato l'incidente: sul corpo dell’operaio, nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia come disposto dal pm Colascilla Narducci e e dalla procuratrice Eugenia Pontassuglia che hanno aperto un’indagine per omicidio colposo.
Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno immediatamente proclamato 24 ore di sciopero che termineranno questa mattina alle 7: le organizzazioni sindacali hanno ricordato come più volte sia stata denunciata «la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni».
AdI in As ha annunciato «che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti». Poco dopo la tragedia il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha parlato di «notizia insopportabile» e dichiarato che «non si può più andare avanti così» perché «l’impianto è ormai obsoleto».
«Solo poche settimane fa - ha detto l’arcivescovo Miniero - piangevamo la tragica scomparsa di Claudio Salamida, ora, con parole che potrebbero sembrare di circostanza, siamo di nuovo qui, a esprimere il cordoglio per la morte di Loris Costantino, modalità simili, nella stessa azienda. Un altro morto sul lavoro che segue con tragica continuità gli altri che lo avevano preceduto. È il momento di avere il coraggio di abbandonare un percorso che ha richiesto sacrifici estremi senza che questi si traducessero in benefici, né in termini economici né sociali. La città è attonita ma non rassegnata, un barlume di speranza arde nei cuori dei tarantini, a me, vescovo, spetta il compito di alimentarla, consapevole della difficoltà riveniente da decenni di subalternità e di scelte subite senza che fossero tenuti in debito conto i bisogni essenziali dei tarantini». Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini ha puntato il dito contro il Governo: «Le responsabilità sono precise: da troppo tempo si assiste alla totale mancanza di manutenzioni e di controlli adeguati sugli impianti e sui processi produttivi. Non chiamateli incidenti». Per l'Usb invece l'ultima tragedia «mostra la fatiscenza degli impianti sui quali non si interviene in maniera efficace da tempo ormai». Intanto la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi per il 5 marzo ore 11.30: il tavolo si riunisce dopo che il Tribunale di Milano ha imposto all’acciaieria di adeguare le prescrizioni dell’Aia, altrimenti dovrà sospendere dal prossimo 24 agosto la produzione.
La video denuncia: «Loris è morto nell'inferno di ferraglia dell'ex Ilva»
«Siamo nell’agglomerato dell’ex Ilva, Acciaierie d’Italia, impianti fatiscenti che perdono materiale ovunque, anche quelli inquinanti con la diossina che sono già cotti in agglomerato, Loris lavorava qui alle pulizie di questo inferno formato da ferraglia e polveri». Lo scrive in un comunicato Luciano Manna del sito di informazione indipendente VeraLeaks, inviando il link che corrisponde ad alcuni video «del 2021, 2022 e oltre - sottolinea - che sono stati depositati da VeraLeaks in Procura a mezzo denuncia penale nel 2023 e nel 2024: come mai - si domanda - non si è mosso nessuno? Come ha fatto l’organo della Asl, lo Spesal a non fermare questi impianti in queste condizioni? Oggi è morto un operaio. Chi è, e chi sono i responsabili?».
«E il sindacato che faceva, dirà qualcuno? Contestualmente alle mie denunce - ricorda - negli stessi anni i delegati USB denunciavano in Procura le stesse ed identiche cose, con gli stessi video dell’agglomerato. Per me la cronaca è sacra e nessuno può permettersi di cambiarla. Le cose successe vanno raccontate, sempre».
«Mercoledì 4 marzo - annuncia - torniamo in Procura, oltre a denunciare le emissioni anomale di afo2 e afo4 avvenute a febbraio, riporteremo in Procura questi video ricordando che li abbiamo già depositati. Siete tutti invitati a partecipare in rigoroso silenzio per rispetto a questo ulteriore grave lutto. Vogliamo giustizia. Assicurare dignità e futuro agli operai e chiudete questa fabbrica».
EVENTI DEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO ANNULLATI PER LUTTO
La manifestazione di questa mattina, è detto in una nota del comitato organizzatore, «è stata annullata in segno di lutto e di vicinanza alla famiglia e all’intera città. Le istituzioni si sono riunite a Palazzo di Città per fare il punto sullo stato di avanzamento dei Giochi e la programmazione dei prossimi appuntamenti».
DECARO CHIEDE UN PIANO STRAORDINARIO
«Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di controlli, manutenzione e risanamento degli impianti che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e che si avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione: in queste condizioni, senza interventi immediati e risolutivi, anche a seguito della sentenza del Tribunale di Milano, l’acciaieria non ha futuro». Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in una nota di cordoglio per il nuovo incidente mortale all’ex Ilva di Taranto.
«Esprimo Il mio cordoglio più sincero alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che in queste ore di nuovo stanno piangendo la morte di un loro compagno, Loris Costantino. - afferma - Ancora una volta in poche settimane siamo costretti a commentare una tragedia, dopo la scomparsa a gennaio di Claudio Salamida, caduto in circostanze che sembrano assurdamente simili a quelle di oggi». «Ora si dovranno cercare le cause e individuare le responsabilità. Abbiamo fiducia nelle indagini, ma - conclude - è chiaro che se non si interverrà nell’immediato con maggiori controlli, ogni giorno lavorare all’ex Ilva significa rischiare la propria vita».










