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In Puglia e Basilicata

il caso

Mudit, slitta l’inaugurazione ed impazzano le polemiche

Taranto, il Mudit presto al posto della masseria «Solito»

Azzaro: «Colpa dell’opposizione che ha fatto slittare la discussione in Consiglio». La minoranza: «Comune inadempiente sui risarcimenti»

29 Luglio 2022

Giacomo Rizzo

TARANTO - Slitta l’inaugurazione del Mudit, il Museo degli illustri tarantini, e impazzano le polemiche. Di chi è la colpa? L’assessore al Patrimonio e allo Sport Gianni Azzaro, addebita le responsabilità ai consiglieri comunali di opposizione che hanno sollecitato il rinvio dell’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di mercoledì scorso, impedendo il «perfezionamento del procedimento amministrativo» e allungando «i tempi di una festa che avrebbe coinvolto la città intera».
Secondo i consiglieri comunali Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano e Vito Mitrotti del Dipartimento Urbanistica e Sviluppo del Territorio di Fratelli d’Italia, «la grave inadempienza amministrativa emersa è ereditata dalla loro stessa precedente amministrazione».

La masseria Solito, in via Plateja, vivrà la sua nuova vita come museo degli illustri tarantini. Il Mudit sarà un contenitore di cultura, archeologia e memoria storica. Ospiterà anche una biblioteca di comunità dopo il restauro reso possibile dal finanziamento regionale di 1,6 milioni di euro ottenuto dall’amministrazione Melucci attraverso il bando “Smart in Puglia Community Library”. L’ordine del giorno saltato avrebbe dovuto dare il via libera all’«acquisizione sanante degli immobili» e al conseguente risarcimento (di circa 45mila euro) nei confronti dei proprietari di alcune particelle del suolo dove sorge il Mudit. «Negli ultimi atti propedeutici all'apertura al pubblico», osservano gli esponenti di Fratelli d’Italia, si è scoperto «che 2 unità immobiliari, seppure incluse nel compendio immobiliare della Masseria, non erano state comprese nel predetto contratto e non appartenevano al Comune ma a privati cittadini, verso i quali non è mai stata intrapresa alcuna procedura ablativa e che inoltre la pubblica utilità del bene impone di risolvere la questione dietro risarcimento del danno quantificato dall’Ufficio Espropriazioni del Comune di Taranto di 44.560 euro più spese e tra queste quelle di registrazione e trascrizione degli atti ablativi».

Riappropriarsi «di un bene riqualificato - ha chiosato Azzaro - è una festa», che la minoranza avrebbe rovinato «adducendo ragioni risibili». «Hanno contestato - ha insistito l’assessore - di aver ricevuto la delibera con 3 ore di ritardo. Quanta differenza avrebbero fatto quelle 3 ore?». «Apprendiamo con stupore - replicano i consiglieri del partito di Giorgia Meloni - dal comunicato del neo assessore Gianni Azzaro che la minoranza in consiglio comunale, nella seduta inaugurale della consiliatura, abbia sottratto alla città intera la possibilità di fruire del Museo degli Illustri Tarantini (Mudit) nella ristrutturata Masseria Solito. I consiglieri hanno ricevuto la delibera del Mudit a meno di 24 ore (21 ore a quanto si apprende, ndr) dall'orario di convocazione del consiglio, un tempo troppo breve per poter approfondire e verificare i fatti riguardanti il punto stesso, che è stato così legittimamente rinviato».

Un rinvio, aggiungono, «opportuno visto che da questa delibera a poche ore dall'inizio del consiglio abbiamo appreso che il Comune dopo aver progettato diretto e concluso i lavori, oltre agli innumerevoli sopralluoghi di Melucci con telecamere appresso, deve ancora risarcire i proprietari di due unità immobiliari». Vietri, Toscano e Mitrotti fanno rilevare che «la Giunta è insediata da più di un mese e allora perché presenta al consiglio questo importante atto a solo a poche ore dall'inizio della seduta consiliare? Ultimo punto: cosa impedisce l'apertura della struttura? La minoranza non si è certo opposta a questo. Azzaro auspica la collaborazione di tutti, ma - sostengono - solleva una polemica inutile su fatti e responsabilità che in tutta evidenza non possono che essere attribuiti esclusivamente all'amministrazione di cui lui stesso fa parte».

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