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Mittal Taranto, «L'azienda rispetti le prescrizioni»

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L’assessore all’Ambiente Francesca Viggiano commenta la richiesta della multinazionale di differire i termini per ottemperare alla prescrizione relativa alla chiusura dei nastri trasportatori

30 Maggio 2020

Redazione online

TARANTO - «Il tempo per i trucchi è scaduto, spostare il momento degli esami avanti di anni non equivale a stare a posto con la legge e la morale, non salverà azienda e funzionari dalla sonora bocciatura dei cittadini e della storia». Lo sottolinea in una nota l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Francesca Viggiano, commentando la richiesta della multinazionale (accolta nell’ambito della conferenza di servizi indetta dal Ministero dell’Ambiente sull'istanza di differimento di alcune scadenze del piano ambientale) di differire i termini per ottemperare alla prescrizione relativa alla chiusura dei nastri trasportatori, «avanzando l’alibi del blocco delle attività per il Covid-19».

Il tema, aggiunge Viggiano, «è che ha chiesto un rinvio di 14 mesi in luogo dei 3 di lockdown, una posizione che denuncia ritardi che vengono da lontano e che la Direzione Ambiente del Comune di Taranto ha più volte contestato, senza ricevere alcun riscontro dall’azienda». Secondo l’assessore, «un chiaro indizio di quel generale e colpevole ritardo è la coltre rossa che ha colorato già le cupole, in origine candide, che ricoprono da pochi mesi i parchi minerali. E’ dunque del tutto inconfutabile che il problema continui a provenire dall’area a caldo, dai processi di agglomerazione che non hanno ricevuto gli interventi necessari (e previsti) per ridurre le emissioni, come i filtri Meros annunciati ancora a giugno dello scorso anno».

La multinazionale, rileva l’assessore, «non può più nascondere il suo disinteresse per la città, nemmeno rilanciando con un ennesimo piano industriale, che ci immaginiamo scarsamente coerente persino con le prescrizioni Aia cui è obbligata, già di per sé insoddisfacenti come detto». «Alla conferenza di servizi di aggiornamento del prossimo 12 giugno - conclude - presenteremo una nota dettagliata per sostenere la nostra posizione: ArcelorMittal rispetti tempi e prescrizioni, altrimenti non ci sarà più spazio di confronto».

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