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Porticciolo S. Francesco, il Tar condanna il Comune di Taranto: pagherà 1,5 mln

Il progetto presentato nel 1998, ma c'è già il ricorso pronto del Municipio

comune di taranto

TARANTO - Vicenda del porticciolo turistico in località San Francesco degli Aranci, il Comune di Taranto condannato dal Tar a pagare danni per 1,5 milioni di euro. Ma l’Amministrazione comunale si è già rivolta all’avvocato Bruno Decorato e ha già presentato appello in Consiglio di Stato. In estrema sintesi, il Municipio è stato condannato per aver fatto trascorrere tanto tempo, troppo prima di dare il via libera ad un progetto presentato nell’estate del 1998. In realtà, il risarcimento richiesto superava i 7 milioni di euro, ma poi per vari motivi è stato rideterminato dal Tar di Lecce.
Il Comune di Taranto - recependo una sentenza sempre della magistratura amministrativa ma del 2012 - l’anno scorso, aveva rilasciato per 48 anni e 3 mesi l’area e a fronte di un canone annuo di circa 45mila euro dato la concessione demaniale marittima per la costruzione e gestione di un porto turistico con annesse strutture e servizi, relativa a circa 10mila metri quadrati a terra e quasi 23 mila in mare. Nel progetto iniziale, quello di diciotto anni fa, era presente anche un villaggio turistico , mentre per il porticciolo turistico erano previsti 210 posti barca per l'ormeggio, 90 per il rimessaggio, 144 posti auto e moli per 252 metri. Il progetto attuale probabilmente sarà ridimensionato rispetto a quello originario, ma il punto non è questo.

Bisogna tornare indietro allo scorso 11 febbraio, quando la prima sezione del Tar di Lecce ha accolto il ricorso proposto dalla società Nuova Itl Italconsult Lavori s.r.l., teso ad ottenere il risarcimento di tutti i danni per complessivi 7 milioni 393mila euro oltre interessi e rivalutazione derivanti dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dall’inosservanza del termine di conclusione del procedimento e tardiva adozione del provvedimento di rilascio della concessione dell’area demaniale marittima, specchio acqueo e realizzazione di un porto turistico sito in località San Francesco degli Aranci - Blandamura. E così, in questo contesto, il Comune di Taranto è stato condannato al pagamento della somma di 1 milione 574mila euro, oltre interessi legali.
Ma, nel corso di alcuni confronti avvenuti a Palazzo di Città, il legale esterno all’Amministrazione ha evidenziato l’opportunità di proporre appello, chiedendo la sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata. Il motivo? Per il professionista tarantino e per gli stessi uffici comunali, così come si evince dalla determina dirigenziale che ha conferito l’incarico a Decorato, sarebbero emersi alcuni profili di criticità della decisione adottata dal Tar sia per quanto riguarda la quantificazione dei danni subiti dalla società privata (con particolare riferimento ai mancati utili, erroneamente calcolati su arco temporale di 18 anni e 6 mesi anziché 15 anni e sei mesi, con un aggravio per il Comune di 140mila euro).

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