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Ex Ilva, Arpa: «In masseria di Taranto diossina tornata ai livelli del 2012»

Ambientalisti denunciavano un aumento del 916% in un anno

Ilva, nel piano Mittal Marcegagliaspuntano oltre 2400 esuberi

TARANTO - «Relativamente ai dati dei composti organici, il valore medio di 7,7» picogrammi di diossina «riferito a Masseria Carmine» a Taranto «è stato calcolato su una media di 10 mesi (periodo gennaio-ottobre 2018), e allo stato sembra attestarsi su ordini di grandezza tipici degli anni antecedenti al 2012». E’ quanto riporta il verbale d’incontro che si è svolto ieri con Arpa Puglia nel dipartimento Qualità urbana della Regione Puglia. La riunione è stata convocata per analizzare i dati e gli ultimi report delle centraline della rete di Monitoraggio della qualità dell’aria nel Comune di Taranto e nello stabilimento ex Ilva di Taranto dopo l’allarme lanciato da alcuni ambientalisti.
Peacelink aveva denunciato in particolare un aumento di Benzene (dato percentuale poi contestato da Arpa), idrogeno e Ipa totali (Idrocarburi policiclici aromatici). Mentre il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, ex allevatore, avevano evidenziato un aumento in un anno del «valore della diossina del 916%», passato «da 0,77 picogrammi del 2017 a 7,06 picogrammi del 2018, molto vicino agli 8 picogrammi del 2008» quando nella "masseria Carmine furono prelevati oltre 600 capi di bestiame per essere abbattuti». 

Arpa Puglia si è impegnata «ad inviare quanto prima - è scritto nel verbale - i dati mensili, compresi i due mesi mancanti 2018 (novembre e dicembre 2018) e i successivi 2019. Il direttore chiede inoltre di acquisire informazioni in ordine ai deposimetri utilizzati per gli autocontrolli dal gestore».
Con riferimento «esclusivamente alla centralina di rilevamento denominata Cockeria, si è riscontrato - è stato sottolineato - un aumento delle medie al primo bimestre gennaio-febbraio 2019 rispetto ad analogo bimestre dell’anno precedente».
Arpa Puglia ha precisato, inoltre, che «relativamente agli autocontrolli, i dati sono stati inviati solo ad Ispra, mentre relativamente agli Sme (strumenti di monitoraggio in continuo delle emissioni, ndr) sussistono superamenti sull'Afo 4 al camino E137, e sull'agglomerato al camino E134, le cui risultanze verranno inviate quanto prima con nota di dettaglio dal competente servizio di Arpa Puglia».

PEACELINK: CON NUOVO GOVERNO AUMENTATE EMISSIONI -  «Con il nuovo governo non sono diminuite le emissioni. E’ avvenuto l’esatto contrario. ArcelorMittal nel 2019 ha potuto aumentare le emissioni della cokeria Ilva a Taranto. Alla faccia del governo del cambiamento». Lo sottolinea il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, che fornisce alcune precisazioni in merito alla relazione del Centro regionale Aria di Arpa Puglia, Roberto Giua, che ieri ha giudicato «improprio dal punto di vista tecnico-scientifico» il confronto fatto da Peacelink sull'incremento, indicato del +160%, della concentrazione di benzene nella cokeria dello stabilimento siderurgico.
«Arpa Puglia - aggiunge Marescotti - ritiene corretti i valori di concentrazione che abbiamo pubblicato ma rileva tuttavia una non correttezza dei dati della mediana del benzene. Arpa chiarisce che il benzene ha avuto nel periodo considerato un incremento del 32% e non del 160%. A questo proposito abbiamo effettuato una verifica tecnica, scoprendo che il problema non deriva da un errore matematico in quanto il software Omniscope (ampiamente utilizzato e collaudato in tutto il mondo) garantisce la qualità e la correttezza del dato». Il problema, evidenzia l’ambientalista, «è derivato dallo 'scraping' di alcuni dati in quanto l’Arpa nel riportare i decimali alcune volte ha utilizzato la virgola e in altre il punto. Ma l'osservazione di Arpa sul benzene non cambia per nulla la sostanza del problema ai fini delle valutazioni del decisore politico, in quanto comunque conferma un incremento anche per il benzene (+32%, precisa Arpa) in cokeria nel periodo considerato».
I dati delle «medie calcolati da Arpa, raffrontati - spiega ancora Marescotti - con i dati delle mediane forniscono da Peacelink, si discostano di poco e sono assolutamente ininfluenti per il decisore politico. Il trend, anche con le media calcolate da Arpa, è in crescita. Nel punto 8 l’Arpa dimostra attenzione e preoccupazione rispetto alla cokeria (nell’introduzione della relazione si dice che la cokeria «resta un impianto di particolari criticità», fonte di «inquinanti dannosi e cancerogeni"). Dalle informazioni emerse tramite le elaborazioni statistiche, non corrisponde a verità - conclude Marescotti - la comunicazione del ministro Luigi Di Maio che aveva annunciato un taglio del 20% delle emissioni».

«I dati Arpa, rilevati dalle centraline e pubblicati online sul sito dell’agenzia, attestano un incremento delle emissioni non convogliate dalla cokeria Ilva e un contemporaneo incremento dell’inquinamento nel quartiere Tamburi, che emerge dalla centralina di via Machiavelli, con un aumento di 6 parametri di valutazione della qualità dell’aria su 7». E’ quanto ha denunciato il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti a margine di una conferenza stampa convocata per fare il punto sugli ultimi dati sulla situazione ambientale a Taranto e sulle osservazioni contenute nella relazione di Arpa Puglia. Presenti anche il consigliere comunale ed ex allevatore Vincenzo Fornaro, l’avvocato Nicola Russo e Fulvia Gravame di Peacelink Taranto. L’associazione ha pubblicato sul proprio sito un foglio Excel con i dati delle emissioni non convogliate della cokeria dello stabilimento ex Ilva. «Tutto il periodo di gestione ArcelorMittal (novembre 2018-febbraio 2019) è raffrontato - ha osservato Marescotti - con il corrispondente periodo novembre 2017-febbraio 2018, da cui risultano in aumento 6 parametri di valutazione della qualità dell’aria su 7 sia per la mediana sia per la media. Nel periodo gennaio-febbraio 2019 raffrontato con gennaio-febbraio 2018 risultano invece in aumento 7 parametri su 7 per la media e 6 su 7 per la mediana».
In relazione alle concentrazioni degli inquinanti della centralina di via Machiavelli (Taranto, quartiere Tamburi), nel "periodo di gestione ArcelorMittal (novembre 2018-febbraio 2019) raffrontato con il corrispondente periodo novembre 2017-febbraio 2018, risultano in aumento 6 parametri su 7 sia per la media sia per la mediana. E nel periodo gennaio-febbraio 2019 raffrontato con gennaio-febbraio 2018, risultano in aumento 7 parametri su 7 per la media e 6 parametri su 7 per la mediana». Marescotti ha affermato infine che Arpa Puglia nel punto 9 della sua relazione specifica che i dati del quartiere Tamburi di Taranto (centralina via Orsini) «non mettono in evidenza, al momento, criticità per quanto concerne il rispetto dei valori limite normativi di qualità dell’aria», ma Arpa sottolinea che tali limiti di legge (la frase è in grassetto nel testo di Arpa) «non garantiscono assenza di effetti avversi sulla salute».

EMILIANO: «PRONTI A SCONTRO COL GOVERNO» - «L'unica cosa 'impropria' negli sviluppi di questi ultimi giorni è la vergognosa manipolazione delle note di Arpa Puglia operata dai deputati 5Stelle per non dover ammettere che la fabbrica inquina di più di prima. Questi non sono nuovi a cambiare le carte in tavola, ma è chiaro a tutti che i dati sulle emissioni registrati da Arpa restano estremamente preoccupanti e certamente in crescita rispetto agli anni precedenti caratterizzati dal calo produttivo dello stabilimento». Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che attacca: «La misura e la pazienza della Puglia sono colme. Siamo pronti ad elevare il livello della contrapposizione col governo per ottenere la piena e definitiva tutela della salute della nostra gente». «Il governo giallo-verde smetta dunque - aggiunge - di giocare sui dati Arpa e ascolti la voce delle associazioni tarantine serie come Peacelink, che ringrazio per l’impegno approfondito e competente che sempre mettono a disposizione di noi tutti».


«Mentre in tutta Italia gli scolari sono tornati a scuola dopo le vacanze di carnevale, ai Tamburi - sottolinea il governatore - persiste anche la lesione del diritto allo studio oltre che quello della salute. Un fatto gravissimo avvenuto in barba ai controlli interni alla fabbrica di competenza del Governo italiano e dei suoi commissari tutt'ora in carica. Non solo ritardi inaccettabili sui tempi dei lavori previsti dal piano ambientale, ma anche trascuratezze inaccettabili nei controlli in fabbrica». «Chissà quanti altri misteri irraccontabili contiene la fabbrica dei veleni - accusa - che dai decreti incostituzionali salva Ilva è stata sottratta ai controlli della Regione Puglia e resa sostanzialmente extraterritoriale, come sorgesse in un paese straniero. In questi anni abbiamo richiesto il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale che sempre il Ministro dell’Ambiente ci ha rigettato. Anche il ministro Costa deve avere il coraggio di avviare la revisione dell’Aia che gli abbiamo chiesto e di non minimizzare come in passato hanno fatto altri ministri. Assistiamo ad una tragica continuità tra Governi di diverso orientamento tutti schierati contro Taranto e la salute dei miei concittadini. Ecco perché le occupazioni e gli incidenti di stasera per un semplice riunione tecnica non mi meravigliano».

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