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Ex Ilva

Acciaio senza carbone: ora si può. Emiliano a Mittal: «Decidiamo road map»

Il presidente della Regione chiede a Mittal un incontro a Taranto

Acciaio senza carbone: ora si può. Emiliano a Mittal: «Decidiamo road map»

Da battaglia ideale a terreno di confronto. Le dichiarazioni di Adyta Mittal e Matthieu Jehl al media day di Parigi della multinazionale dell’acciaio, riportate ieri della Gazzetta, sulla prospettiva della decarbonizzazione negli stabilimenti siderurgici del gruppo - compreso quello di Taranto, gestito dallo scorso 1 novembre - non hanno lasciato indifferente il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che sull’addio al carbone si batte da ormai oltre due anni, tanto da essere diventato relatore per il Comitato delle Regioni europee del parere sulla strategia dell’Unione Europea per la riduzione del gas serra.
«Ci auguriamo - dice Emiliano in una dichiarazione alla stampa dopo aver riannodato i fili del dialogo con lo staff della multinazionale - che possa, a brevissimo, tenersi a Taranto un incontro tra Mittal e la Regione Puglia, per tracciare una precisa road map definitiva per la decarbonizzazione dello stabilimento tarantino.

Dopo Confindustria nazionale, che con il recente libro verde sposa le tesi della Regione Puglia sullo sviluppo sostenibile - sottolinea Emiliano - anche Arcelor Mittal ha annunciato martedì a Parigi di puntare decisamente sulla decarbonizzazione per i suoi stabilimenti europei, anche in chiave concorrenziale, per qualificare, come sostengo da tempo, una industria europea carbon free, in grado di opporsi alle produzioni internazionali che si basano anche su un importante dumping ambientale dei produttori che non rispettano Cop 21. Leggo con grande soddisfazione - prosegue Emiliano - le dichiarazioni rese dal presidente del Gruppo Mittal nel corso del media day tenutosi a Parigi. Finalmente, anche la grande industria, e nello specifico il maggiore player europeo del settore dell’acciaio, afferma che la prospettiva, l’unica, per continuare a produrre acciaio è farlo senza l’utilizzo del carbone». Emiliano aggiunge che «la Regione Puglia farà la sua parte per fare in modo che l’Unione Europea comprenda che oggi l’impegno delle istituzioni si sostanzia nell’accompagnare la transizione verso il definitivo abbandono del carbone con opportune forme di incentivazione, per sostenere adeguatamente chi compie lo sforzo della decarbonizzazione e investe nella tutela dell’ambiente e della salute».


«Se ArcelorMittal fa sul serio sulla proposta di decarbonizzazione, la Regione Puglia starà decisamente dalla sua parte» aggiunge l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino. «È sorprendente - per Borraccino - che a spingere per mettere al centro dell’agenda politica europea la riduzione delle emissioni di Co2 sia la multinazionale indiana neoproprietaria della più grande fabbrica di acciaio del continente, che utilizza il carbone nel ciclo produttivo. Ma se questo avviene è perché anche il mondo della produzione ha compreso che serve un grande cambiamento tecnologico per rilanciare l’economia del vecchio continente e per costruire un futuro sostenibile. Noi riteniamo che la decarbonizzazione della produzione di acciaio per passare al gas naturale sia conveniente per l’ambiente e per la salute, anche se restiamo fermi sull'idea che a monte di tutto si debba fare la Valutazione del Rischio e dell’Impatto Sanitario».
Domani l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro presenterà alla stampa il programma per ricordare i 50 anni dalla messa di Natale tenuta da Papa Paolo VI il 1968 nell’Italsider. Prevista la partecipazione del segretario di Stato cardinale Pietro Parolin che domenica 23 dicembre potrebbe recarsi in visita nello stabilimento siderurgico per incontrare dirigenti, operai e istituzioni: potrebbe essere quella l’occasione per il primo contatto diretto Emiliano-Mittal.

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