Le infiammazioni silenti, patologia infiammatoria ad andamento cronico ed asintomatico, quindi senza manifestazioni dolorose e per questo senza la possibilità di essere rilevata. Viene considerata diversa dall’infiammazione sintomatica (acuta), che si può manifestare a seguito di un trauma con evidenti sintomi dolorosi e con gonfiori ed arrossamenti destinati a regredire con una modesta terapia farmacologica. Al contrario, l’infiammazione silente, in quanto cronica, è di solito un’insidia difficile da debellare che precede molte malattie, anche severe.
E’ importante precisare che la causa principale parte dalle cattive abitudini alimentari oltre ad essere frequentemente causata e sostenuta da condizioni patologiche come sovrappeso e obesità. Devo evidenziare che si tratta di un tipo di infiammazione difficilmente misurabile direttamente, però esistono marcatori (come il rapporto Omega-6/3) che possono orientarci consentendoci di ottenere buone indicazioni preliminari.
Una realtà per prevenire o bilanciare le infiammazioni silenti consiste nella necessità di concentrarsi su una dieta antinfiammatoria da avviare sin dalla tenera età, affinché si possa sviluppare un ottimo microbiota intestinale e non solo. Aspetto molto importante perché quando il microbiota è in buona salute presiede alla elaborazione del 70% delle nostre e loro difese immunitarie, proteggendoci da moltissime insidie che diversamente aprirebbero la strada a svariate malattie, che potrebbero essere di natura virale, batteriche, micotiche, protozoarie ed altre. Tutto questo avviene nell’intestino proprio quando si ha un’alterazione del microbiota, condizione meglio conosciuta come: ”dismicrobismo intestinale”.
Vediamo adesso come e perché si sviluppa la disbiosi intestinale nei nostri quattro zampe e non solo. Come già detto, la principale causa è spesso l’utilizzo di alimenti inappropriati per la specie animale da dover nutrire. Per intenderci, agli erbivori vanno dati esclusivamente alimenti di natura vegetale; non è possibile somministrare loro proteine e grassi animali si andrebbe contro natura facendoli ammalare. Questo vale anche per i nostri cani e gatti che, essendo carnivori, non è corretto somministrare alimenti come: riso, pane, pasta, pizza, patate in quanto molto ricchi di carboidrati, ovvero ad alto indice glicemico. Alimenti che anche se da loro molto graditi non sono il meglio per la loro digestione, perché vanno ad alterare il microbiota intestinale, che si ripercuote poi sulla loro buona salute oltre che intestinale anche generale. Bisogna sapere che quando il cibo viene ingerito e arriva nell’intestino la prima cosa che assolve è di nutrire il microbiota intestinale e solo dopo l’intero organismo.
Vi cito alcune peculiarità sulla composizione del microbiota. Pur trattandosi di un piccolo organo: mediamente del peso di 900 grammi per noi umani, è composto da una varietà incredibile di microrganismi che possono essere: batteri, virus, protozoi, funghi, ma soprattutto di un numero illimitato di microrganismi che lo compongono; pensate che è di oltre 10 volte il numero complessivo di tutte le cellule che costituiscono l’intero corpo umano. Ma non basta solo fare attenzione a quello che mettiamo nella ciotola o nel nostro piatto, perché vanno considerati ed evitati altri fattori critici infiammatori, come lo stress prolungato, ovvero cronico; la mancanza di sonno e la vita sedentaria che possono vanificare tutte le nostre buone attenzioni alimentari. L’attività fisica è una grande risorsa che non deve essere assolutamente trascurata, per preservare la salute dei nostri amici pelosi, oltre che la nostra. La macchina umana e ancora di più la loro è stata forgiata all’insegna del mangiare poco e camminare assai. Questo, di fatto, è realmente sempre accaduto fin dalla notte dei tempi, perché non c’è mai stato da mangiare a sufficienza (le carestie bibliche) in cui morivano milioni di persone per la carenza di cibo e questo ha selezionato geneticamente sia noi che gli animali a sopravvivere con poco, pur lavorando molto.
Tutto questo è durato fino al dopoguerra, poi con l’avvento della meccanizzazione e l’epoca del benessere la situazione si è completamente capovolta. Oggi più che mai si mangia tanto e ci si muove poco. Ed è proprio questo anomalo stile di vita che va ad innescare quelle deleterie infiammazioni silenti, che poi evolvono in gravi patologie che fanno tanto soffrire sia noi che i nostri fedeli amici a quattro zampe. La buona salute va privilegiata quando c’è, perché quando “scappa via” non sempre è più possibile recuperarla .
















