Gli episodi di «mala-gestio» fatti emergere dall’ispezione della Prefettura sono gravi ma non mostrano un «radicamento» della criminalità organizzata tale da disporre uno scioglimento per infiltrazioni mafiose. Tuttavia il Comune di Modugno verrà sottoposto a una forma di commissariamento che assomiglia a quella individuata a suo tempo per le società partecipate del Comune di Bari. È questa la conclusione a cui è giunto il ministero dell’Interno al termine dell’istruttoria compiuta sul caso scoppiato a seguito dell’arresto per mafia del vicesindaco Antonio Lopez nel novembre scorso: il 24 e 25 maggio Modugno potrà eleggere il suo nuovo sindaco, cui però verranno imposte una serie di «puntuali prescrizioni» da adempiere per un tempo definito.
I dettagli saranno contenuti nel provvedimento che la Prefettura di Bari notificherà nei prossimi giorni al segretario generale facendo riferimento al comma 7 bis dell’articolo 143 del Testo unico sugli enti locali. Ovvero alla norma che, in caso di mancato scioglimento, consente al prefetto di imporre al Comune «i prioritari interventi di risanamento indicando gli atti da assumere, con la fissazione di un termine per l’adozione degli stessi, e fornisce ogni utile supporto tecnico-amministrativo a mezzo dei propri uffici». Si tratterebbe nel caso di Modugno di una serie di irregolarità emerse nella gestione di alcuni procedimenti amministrativi, compresi alcuni appalti di rilevante entità, in cui la commissione d’accesso ha rilevato profili critici: ci sarebbe, ad esempio, un affidamento a un soggetto economico riconducibile alla sfera di interessi di un consigliere comunale. Non si può escludere, poi, che vi siano una serie di prescrizioni relative alla gestione dei nuovi appalti e delle nuove assunzioni, per i quali potrebbe scattare l’obbligo di comunicazione alla Prefettura in forme da stabilire.
La commissione di accesso ha compilato una relazione che a marzo ha portato il prefetto Francesco Russo a condividere con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e il procuratore distrettuale, Roberto Rossi, la proposta di scioglimento trasmessa al ministero dell’Interno. Fonti del Viminale riferiscono che quanto emerso dagli accertamenti ispettivi non raggiunge la soglia necessaria a per lo scioglimento dell’amministrazione, che - nell’impostazione del ministro Matteo Piantedosi - deve essere disposta a seguito di situazioni di eccezionale gravità. Quanto emerso sembrerebbe legato infatti a una serie di rapporti personali del sindaco uscente con persone controindicate, in una logica di scambio di favori che - nell’ipotesi di cui si parla - sembrerebbe aver mirato a ottenere sostegno politico elettorale. Per questo le stesse fonti ritengono che il ripristino della «corretta funzionalità» amministrativa del Comune di Modugno potrà essere affidato al nuovo sindaco, sotto la vigilanza dell’ufficio territoriale del governo. All’attenzione di Palazzo Chigi c’è lo scioglimento di due Comuni campani.
















