Venerdì 17 Aprile 2026 | 17:24

«La mazzetta nella manzetta di carne», la Procura chiede 9 anni per Mottola

«La mazzetta nella manzetta di carne», la Procura chiede 9 anni per Mottola

«La mazzetta nella manzetta di carne», la Procura chiede 9 anni per Mottola

 
Redazione online

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Fuga di notizie su Emiliano, ex giornalista a processo per favoreggiamento a Bari

Il Tribunale Penale di via Dioguardi a Bari

L’imprenditore arrestato con l’ex dirigente regionale Lerario per gli appalti della Protezione civile. La difesa: nessuna tangente, va assolto

Venerdì 17 Aprile 2026, 15:29

15:30

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 9 anni di reclusione per l’imprenditore Donato Mottola, a processo per una presunta tangente da 20mila euro pagata all’ex direttore della Protezione civile pugliese, Mario Lerario, in cambio di appalti durante la pandemia Covid. Mottola fu arrestato nel dicembre 2021 insieme a Lerario e all’imprenditore foggiano Luca Leccese, accusato a sua volta di aver pagato una tangente da 10mila euro. Questi ultimi sono stati processati con rito abbreviato (Lerario ha già scontato la condanna definitiva a quattro anni e quattro mesi), mentre Mottola ha scelto l’ordinario.

La richiesta di condanna da parte del procuratore di Bari, Roberto Rossi, è stata formulata nell’udienza di ieri. L'imprenditore è accusato di aver consegnato il denaro a Lerario in cambio dell’affidamento di alcuni lavori alla sua società, la Dmeco. La presunta tangente sarebbe stata consegnata all’interno di un cesto natalizio con un pezzo di manzo pregiato: nel corso delle indagini gli inquirenti intercettarono una telefonata tra Mottola e la moglie in cui si faceva riferimento a «la manzetta" (il taglio di carne) e «la mazzetta». Mottola ha negato di aver pagato tangenti. Nel corso della stessa udienza gli avvocati di Mottola, Vito Belviso ed Elisa Marabelli, ne hanno chiesto l'assoluzione. Il processo è stato rinviato al 2 luglio per le repliche.

L’ex dirigente regionale Lerario è coinvolto in altri due processi per corruzione. In uno, in Appello, ha concordato con la Procura generale una condanna a un anno e due mesi di reclusione (in continuazione con la prima condanna) dopo essere stato condannato a cinque anni e quattro mesi in abbreviato. Nell’altro è invece a dibattimento, insieme ad altri sei imputati, per le presunte irregolarità nella realizzazione dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari.

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