Come calcolare l’età del cane in rapporto agli anni umani è l’argomento di cui ci occuperemo oggi poiché di frequente mi viene chiesto da padroni di cani e gatti.
Partiamo dalle diverse fasi della vita del cane in rapporto alle quali si potranno scoprire le diverse sue età, tramite poi una comparazione con la nostra. Non del tutto semplice: bisogna tener conto di alcuni fattori come le diverse fasi evolutive della loro crescita e la taglia che influenzano non poco questo confronto.
Sostanzialmente sono quattro: cucciolo, adolescente, adulto e anziano. Inoltre, per il cane va considerato che esistono le diverse taglie che influenzano sia la crescita, come la maturità psichica ed anche la longevità. Infatti, come è noto, abbiamo razze di piccola taglia da uno a 9 chilogrammi, di media taglia da 9 a 22 chilogrammi, di grande taglia da 23 a 45 chilogrammi, poi quelli di taglia gigante dai 45 chilogrammi in su. A questi vanno aggiunti i cani non di razza che oltre ad essere più resistenti alle avversità, sono anche più longevi.
Soffermiamoci sulle differenze in correlazione alla taglia del cane. Quelli di piccola taglia crescono molto più in fretta ed invecchiano più lentamente; infatti, come è noto a molti, sono anche i più longevi: la loro vita media è di 14-15 anni, che è la più lunga. Aggiungo che le eccezioni in quanto a longevità sono più frequenti proprio in questi soggetti di piccola taglia. Tra i miei innumerevoli pazienti longevi c’è stato un cane di razza barboncino che arrivò alla veneranda età di ventiquattro anni e mezzo, soggetto da classificare certamente come cane ultracentenario, da guinness dei primati. Caso più unico che raro anche per un altro motivo: visse dodici anni vedendo normalmente e per altri dodici anni e mezzo da non vedente a causa della cataratta senile, senza accusare grandi disagi, poiché aveva sviluppato un potente olfatto di compensazione. Questo, contrariamente a quelli di media e grande taglia che crescono più lentamente per poi invecchiare molto più in fretta. Invece, i cani di taglia gigante sono quelli che invecchiano prima: per questo considerati i meno longevi di tutti, poiché difficilmente raggiungono i 9-10 anni di vita, per cui già dopo i sette anni vengono considerati anziani. In tutto questo devo evidenziare una nota positiva che riguarda il gatto. Anche in questo caso il felino ha una marcia in più, perché vive di più del cane; infatti, la sua vita media è di tredici anni.
Adesso veniamo alla comparazione della loro età con la nostra. Premetto che in merito ci sono diverse teorie e vi presenterò quella da me considerata la più attendibile, poiché paragona le loro diverse fasi di crescita con le nostre. Quindi il «mito» della regola secondo cui ogni anno di Fido corrisponde a sette dei nostri, rimane una realtà sempre valida e adesso vedremo perché. È doveroso fare una precisazione, il detto «uno a sette» è il valore medio, che deve essere considerato solo a fine carriera, ovvero al raggiungimento dei dodici anni che è la longevità media del cane.
Nella realtà, però, vengono fatti dei «distinguo» rapportati alle diverse fasi della loro vita e correlate con quelle dell’uomo. Infatti, il primo anno di vita del cane deve essere paragonato ai quindici anni nostri e non a sette. Questo, perché una cagnolina raggiunge la maturità sessuale (estro) intorno ai nove/dieci mesi, quando ancora non ha raggiunto un anno di età, cosa che per la nostra specie si verifica dopo i tredici anni. E per questo il valore è esattamente doppio anziché sette anni.
Questo per quanto riguarda il primo anno, perché poi per gli anni successivi c’è una progressiva riduzione che adesso esamineremo. Già dal secondo anno l’intervallo comincia a diminuire e i loro due anni corrispondono a circa 24/25 anni nostri e non a 30 come sarebbe logico pensare. Dal terzo anno in poi vanno aggiunti mediamente cinque anni umani per ogni anno di vita del cane e questo fino al raggiungimento dei loro dodici anni, età in cui comincia la loro vecchiaia. Nei successivi anni che gli restano da vivere scendono ancora, ma con gradualità; prima tre poi due e fino ad un anno. Ciò significa che nella terza età e fin quanto vivono, ogni loro singolo anno si deve considerare quasi al pari di ogni anno della nostra vecchiaia.
Concludo con una considerazione di una certa importanza: solo dodici anni di vita media per i nostri amici pelosi ci possono apparire veramente pochi, poiché passano molto in fretta. Però bisogna dire che, anche se pochi, sono vissuti intensamente e bene fino alla fine. Un esempio su tutti: in natura loro riescono ad essere sempre efficienti fino al punto di riuscire, in alcuni casi, ancora a procreare anche in età avanzata di dodici/tredici anni. Questo ci dice che anche se molto breve, la loro longevità è intensa ed interamente vissuta bene fino alla fine.
















