Sabato 18 Aprile 2026 | 12:38

Zullo (FdI): «Decaro lasci perdere lo stipendio di Emiliano e pensi a non aumentare le tasse ai pugliesi»

Zullo (FdI): «Decaro lasci perdere lo stipendio di Emiliano e pensi a non aumentare le tasse ai pugliesi»

Zullo (FdI): «Decaro lasci perdere lo stipendio di Emiliano e pensi a non aumentare le tasse ai pugliesi»

 
Zullo (FdI): «Decaro lasci perdere lo stipendio di Emiliano e pensi a non aumentare le tasse ai pugliesi»

Il senatore: «Non ha senso dare una consulenza da 130.000 euro annui all’ex governatore. La sanità? Serve un mutuo per ripianare il deficit sanitario e combattere sprechi e clientele della precedente gestione»

Sabato 18 Aprile 2026, 10:41

Senatore Ignazio Zullo, la Regione si ritrova anche questo anno a dover ripianare il deficit sanitario per evitare il commissariamento. È un problema di insufficienza del Fondo Sanitario Nazionale o siamo di fronte ad una gestione allegra della Sanità?

«Partiamo da un presupposto: i bisogni di salute sono infiniti e non hanno un limite; di contro le risorse sono comunque limitate ed allora bisogna saperle gestire con oculatezza. È pur vero che anche Regioni del Nord hanno splafonato ma la qualità di assistenza e la copertura di assistiti in quelle Regioni non è paragonabile ai servizi sanitari resi dalla nostra Regione e questo è certificato dalla mobilità attiva che si riscontra in quelle Regioni mentre noi viviamo di mobilità sanitaria passiva. Per non parlare dei servizi non resi ai pugliesi in un sistema che non regge. Anche se arrivassero più soldi, non produrrebbero effetti positivi perché alimenterebbero sprechi e clientele, quegli sprechi e quelle clientele che le opposizioni in Consiglio Regionale hanno sempre denunciato nell’insensibilità di Emiliano».

Perché parla di servizi non resi?

«Ma scusi se ogni settimana Decaro annuncia il richiamo di migliaia di persone nella riduzione delle liste di attesa secondo Lei quelle persone erano assistite? Certamente no. E chi prenota oggi ottiene la prenotazione in tempi brevi? Non mi risulta! Se Lei è ricoverato e deve essere dimesso per fare riabilitazione o per andare in RSA o in un Hospice per malati terminali o in assistenza domiciliare trova il posto o resta ricoverato in ospedale per giorni e giorni perché posti nelle strutture intermedie sono insufficienti? Ovviamente con grandi sprechi perché il ricovero ospedaliero costa tanto, non si libera il posto letto in ospedale e tanti pazienti stazionano sulle barelle nei pronto soccorso».

Torniamo al deficit.

«Decaro e l’assessore Pentassuglia sono orientati ad aumentare le tasse. C’è una spasmodica preoccupazione e una solerte attività di Decaro volta ad assicurare una consulenza di 130.000 euro annui per Emiliano che per 5 anni fanno 650.000 euro. Allo stesso tempo troviamo Decaro nel darsi da fare per tassare i pugliesi. È un principio immorale che tende a beneficiare l’artefice dello sfascio della sanità e a penalizzare i pugliesi che non hanno colpa e che hanno subito il malgoverno di Emiliano. Questo fare rende conto della contiguità di Decaro ad Emiliano, sono facce della stessa medaglia.

In questa situazione il deficit non deve ricadere sulle tasche dei pugliesi che non riescono a curarsi ma su quei politici che lo hanno generato con sprechi, clientele, mercato delle vacche e tra questi politici va annoverato anche Decaro che durante il governo Emiliano è stato sindaco di Bari, presidente nazionale ANCI, sindaco metropolitano, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl Bari, che esprime il parere sul bilancio della Asl, senza che mai abbia fatto sentire una voce di dissenso. Come come mai non si è mai accorto della voragine dei conti, della sofferenza della gente ed oggi si presenta come Alice nel paese delle meraviglie?»

Si ma come se ne esce?

«FdI ha proposto di agire sui tantissimi rivoli di spreco e sulle clientele per poter pagare rate di un mutuo da contrarre per coprire il deficit. Non si dia consulenza ad Emiliano, si intervenga sulle Agenzie (Arif, Ares, Arpa, Arpal, Arti, Pugliapromozione, Asset, Ager, Consorzi Di Bonifica), si intervenga sul sistema Maia con tanti trombati nelle elezioni diventati dirigenti apicali, si attivi il controllo di gestione nelle ASL e vediamo quanti soldi dalle consulenze e incarichi clientelari recuperi. Assicuro che sono milioni e milioni di euro. Con un mutuo pluriennale si devono evitare le tasse per i cittadini».

Ci si lamenta della mobilità passiva, in particolare per la protesica ortopedica e per altre patologie di bassa complessità. Perché accade?

«Le strutture pubbliche, provviste di pronto soccorso, oltre alla chirurgia protesica, devono occuparsi della traumatologia che impegna tempo lavoro e sala operatoria. È evidente che in questo quadro il privato lavora di più sulla protesica. Ora se i budget per i privati in Puglia sono incapienti, è logico aspettarsi che il paziente possa rivolgersi in altre Regioni per non essere assoggettato a lunghi tempi di attesa. Allora Decaro invece di pagare alle altre Regioni la mobilità passiva, utilizzi quei soldi per incentivare con sedute operatorie aggiuntive le sedute operatorie nel pubblico e aumenti i tetti di spesa per i privati».

Si è aperta una questione sanitaservice. È davvero una iattura per la Regione?

«Dobbiamo distinguere: un conto sono i lavoratori onesti che lavorano altro conto sono i dipendenti che da pulitori sono diventati sindacalisti, dirigenti e fiancheggiatori della politica di governo della Regione e ce ne sono tanti. È un problema di gestione, di controllo della spesa. Decaro non può anche sulle Sanitaservice scendere dal pero. Era capogruppo del Pd quando con il Governo Vendola si consolidava il sistema delle sanitaservice e da presidente dei sindaci ha espresso i pareri sui bilanci dell’Asl Ba. Facile pensare che anche lui ha goduto dell’apporto delle sanitaservice in sede di acquisizione del consenso».

Quali consigli darebbe a Decaro?

Lasci perdere lo stipendio per Emiliano e si concentri su provvedimenti tesi ad evitare tasse ai cittadini e a combattere le clientele e gli sprechi del sistema Emiliano».

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