In Puglia si accorciano i tempi di prenotazione per le prestazioni sanitarie con codici U e B (urgenti e brevi). A febbraio (mese di inizio dei piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa) il numero di prestazioni U e B erogate in 3 e 10 giorni è aumentato rispetto a gennaio. Per le prestazioni U (urgenti), le visite e gli esami effettuati in tre giorni salgono al 40%, con un aumento di 7 punti percentuali, e per le B (brevi) arrivano al 41% con un aumento del 6%. E' quanto dice la Regione in una nota in cui illustra i risultati del Piano straordinario per la riduzione delle liste d'attesa.
I dati per alcune delle principali prestazioni sono riportati nel grafico. Si vede, ad esempio, che per le prestazioni urgenti di oculistica quelle prenotate nei tempi sono cresciute del 12,4%. Per la dermatologia sono cresciute del 12,9% le prestazioni brevi prenotate nei tempi. Ci sono però anche situazioni in controtendenza come l'oncologia, dove il numero delle prime visite urgenti prenotate entro le 72 ore è sceso del 9,5%: a febbraio 67 delle 95 richieste sono state esitate nei tempi (70,53%), mentre a gennaio erano state 64 su 80 (pari all'80%).
A gennaio sono state richieste 4.913 prestazioni urgenti e 49.615 prestazioni brevi. A febbraio le prestazioni urgenti sono scese a 4.531 (-7,78%) e quelle brevi a 49.229 (-0,78%). Il miglioramento del rispetto dei tempi di attesa potrebbe quindi essere anche una conseguenza della riduzione della domanda. Ci sono tuttavia classi di prenotazioni cresciute da gennaio a febbraio, ma non in modo uniforme: per molte prestazioni diagnostiche e di prima visita, soprattutto nella classe B, il numero cresce: per esempio (appunto) le prime visite oncologiche brevi salgono così come le prime visite dermatologiche.
Alla decima settimana di monitoraggio sulle liste d’attesa, sono 135.612 le persone contattate, 123.001 per visite ed esami e 12.611 per ricoveri ospedalieri. Sono state anticipate 70.218 prestazioni. Entro il 12 aprile scorso i rifiuti complessivamente ammontano a 38.501, di cui 33.589 riguardano le prestazioni specialistiche: il 44% (16.870) è dovuto alla conferma dell’appuntamento esistente, il 19% (7.239) rifiuta per aver già eseguito la prestazione, l’8% (3.030) dichiara che la prestazione non è più necessaria. Per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale (visite ed esami), sono state anticipate ed erogate 59.142 prestazioni. Sono state oggetto di recupero anche 2.762 prestazioni senza codici di priorità ma effettuate per la stadiazione e il follow up di malattie neoplastiche e per il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici di patologie croniche.
È stato quindi avviato l’anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che ormai rappresentano circa il 40% degli esami e delle visite erogate (23.371): l’attività riguarda prioritariamente i codici di priorità U e B (65%) ma anche i codici di priorità D e P (differibile e programmabile). Per quanto riguarda il tipo di prestazione circa il 22% delle prenotazioni del 2026 anticipate riguarda la diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, TC e RMN), il 37% prime visite specialistiche.















