Sabato 28 Febbraio 2026 | 20:55

L’edema polmonare nel cane e nel gatto

L’edema polmonare nel cane e nel gatto

L’edema polmonare nel cane e nel gatto

 
Marco Smaldone

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Marco Smaldone

Quando la nefrite ha quattro zampe

Quando si nota la sintomatologia bisogna subito contattare il veterinario per una visita d’urgenza

Sabato 28 Febbraio 2026, 17:59

L’edema polmonare del cane, patologia abbastanza frequente che colpisce soprattutto i cani cardiopatici in età avanzata. Vediamo di cosa si tratta. Accumulo di liquido negli alveoli polmonari, è strettamente correlata a disfunzione del ventricolo sinistro dovuto ad una severa evoluzione dell’insufficienza della valvola mitralica che si verifica per lo più nei soggetti anziani. Fenomeno piuttosto complesso per i non addetti ai lavori, per renderlo comprensibile soprattutto ai padroni dei Pets, lo spiegherò tramite una comparazione. Come tutti possono immaginare, il polmone «sano» potrebbe essere paragonato ad una spugna che, quando asciutta, è fornita di una infinità di piccole cavità che contengono aria e che nel caso del polmone sono gli alveoli. Quando invece la spugna si bagna, al posto dell’aria, quelle innumerevoli piccole sfere si riempiono di liquido ed è proprio quello che succede nell’edema polmonare dei nostri Pets, che vanno incontro a severa difficoltà respiratoria (dispnea). L’edema polmonare è considerata un’emergenza, poiché trattasi di una patologia potenzialmente fatale.

Vediamo quali sono le cause più frequenti a partire dalla principale: lo scompenso cardiaco. In primis c’è la degenerazione mixomatosi della valvola mitrale, infatti questa rappresenta la patologia cardiaca acquisita maggiormente riscontrata nel cane, soprattutto nelle razze di piccola taglia. C’è poi la miocardiopatia dilatativa (DCM), che consiste in un disordine su base infiammatoria del muscolo cardiaco, che colpisce specialmente i cani di media e grande taglia (Dobermann, Pastore tedesco, Terranova, Alano ed altri) .

Invece, per quanto riguarda il gatto l’edema polmonare è piuttosto raro, ma è imputabile soprattutto alla miocardite ipertrofica (HCM). Le razze maggiormente a rischio sono: il Persiano, il Maine Coon, British shorthair; con meno frequenza viene anche riscontrata nel gatto comune Europeo.

Come si può sospettare questa malattia?. Uno scompenso cardiaco di solito presenta difficoltà respiratoria unitamente a frequenti colpi di tosse; ma in caso di edema polmonare ci può essere affanno e delle volte anche con contrazioni addominali collegate al respiro. Nelle forme più gravi e conclamate è frequente anche la presenza di escreato spumoso e striato di sangue emesso dalla bocca e dalle narici, con le mucose apparenti che sono cianotiche. Inoltre, un cane in edema polmonare quasi sempre assume particolari atteggiamenti; ad esempio la testa allungata in avanti e gli arti anteriori divaricati, questo nel tentativo di agevolare la respirazione.

Quando si nota una simile sintomatologia bisogna subito contattare il veterinario per una visita d’urgenza. Se capitasse di notte recarsi tempestivamente in una struttura h 24. Questo perché la diagnosi deve essere tempestiva per poter avviare al più presto possibile le appropiate terapie. Questo anche al fine di evitare la progressione della malattia e le possibili complicanze.

Quando viene visitato un cane già in preda all’edema polmonare nell’oscultazione dei campi polmonari è facile percepire particolari rumori respiratori, come crepiti e rantoli. Poi la diagnosi viene confermata anche attraverso un’indagine ecocardiografica unitamente ad una radiografia del torace. Esami che potranno essere utilizzati anche per il monitoraggio del paziente. La terapia da fare per l’edema polmonare è “di tipo medico”: mira in primis a ridurre la congestione venosa e quindi a migliorare l’ossigenazione del paziente. In passato per questi casi veniva praticato il “salasso” (incisione della safena o della giugulare). Adesso la terapia è basata principalmente nella somministrazione di diuretici (furosemide). E questo è il farmaco d’elezione per poter rimuovere i fluidi presenti a livello alveolare. La somministrazione più appropriata in questi casi è quella per via endovenosa e quasi sempre ad alto dosaggio, da ripetere mediamente ogni quattro sei ore se c’è stata diuresi nella mezz’ora successiva all’inoculo del diuretico, ovvero con monitoraggio della funzione renale.

Inoltre, per alleviare la dispnea è indispensabile praticargli l’ossigenoterapia, che può essere fatta tramite uso di mascherina o con la tenda dell’ossigeno. Nei casi di cani piuttosto apprensivi ed ansiosi potrebbe essere valido l’utilizzo di un ansiolitico per ridurre lo stress respiratorio. In questa patologia se le cure sono tempestive e mirate nella maggior parte dei casi si può avere la guarigione in due o tre giorni, però è indispensabile tenere sempre monitorati questi pazienti perché si possono avere delle recidive.

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