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Quei pezzi pregiati di Yves Saint Lauren nell’asta del secolo

Quei pezzi pregiati di Yves Saint Lauren nell’asta del secolo

Quei pezzi pregiati di Yves Saint Lauren nell’asta del secolo

 
Alessandro Salvatore

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Alessandro Salvatore

Quei pezzi pregiati di Yves Saint Lauren nell’asta del secolo

Sabato 13 Aprile 2024, 10:39

Per Pierre Bergé l’essenza delle cose non è imprescindibile. Anche per questo, nel 2009, lascia andare tutta la collezione d’arte costruita insieme a Yves Saint Laurent, in 50 anni di legame sentimentale e professionale. Ma è un addio che fa rinascere i singoli oggetti della collezione in quella che Le Monde definisce «La più grande asta del secolo».

Nel documentario di Pierre Thoretton Yves Saint Laurent: L’Amour Fou, in onda oggi alle 22.45 su Rai Storia, la voce di Bergé ripercorre i momenti della vita dello stilista. Un uomo felice solo due volte l’anno, Yves Saint Laurent: dopo l’uscita delle sue collezioni. Miope, allampanato e timido, il precoce successore di Dior, conosce il dolore della depressione nervosa e delle dipendenze, vissuto da principe del jet set parigino insieme all’amica e musa Betty Catroux. Un’esistenza che costa tradimenti e abbandoni al compagno Pierre, ma la loro è una relazione d’ispirazione per molti, che nobilita l’amore omosessuale e dà coraggio a chi vive nell’ombra. La musa e amica dello stilista Loulou de la Falaise la racconta così: «Ancora prima del talento di Yves, era la loro relazione ad avermi affascinata».

Quella collezione d’arte è fatta di 733 pezzi e 370 milioni di euro, una cifra in gran parte devoluta alla ricerca sull’Aids, battaglia - insieme a quella per i diritti civili - di cui da sempre Bergé è paladino. Proust gli aveva insegnato che «la magnifica e lamentosa famiglia dei nevrotici è il sale della terra», come ricorderà nel discorso di addio alla moda nel 2002. Se, come dice Oscar Wilde, prima di Turner non c’era la nebbia a Londra, prima di Yves Saint Laurent non c’era il guardaroba della donna contemporanea.

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