Nell’estate del 1942 le armate del Terzo Reich lanciano una nuova grande offensiva sul fronte orientale. L’obiettivo principale è il Caucaso, per strappare all’Unione Sovietica le sue ricche risorse petrolifere e arrestarne quindi lo sforzo militare. Lo scopo secondario è, invece, una rapida avanzata verso i bacini dei fiumi Don e Volga e la conquista di Stalingrado. Prende le mosse da qui 1942: Italia in guerra, in onda oggi alle 21.10 su Rai Storia.
Mussolini chiede a Hitler di poter incrementare il contingente italiano. Il 9 luglio viene costituita l’8/a Armata, detta anche Armir, Armata italiana in Russia, comandata dal generale Italo Gariboldi. È composta da 10 divisioni. La partecipazione italiana alla campagna di Russia sale così da 62.000 a 229.000 uomini. Ad agosto i soldati italiani, schierati sulle rive del fiume Don, si devono difendere dall’offensiva sovietica. Le truppe corazzate tedesche, intanto, a metà settembre hanno raggiunto la periferia di Stalingrado, stringendo d’assedio la città. La Wehrmacht sembra a un passo dalla vittoria. Ma i russi resistono disperatamente. Poi, a novembre, passano all’offensiva con l’Operazione Urano: la sesta armata tedesca, comandata dal generale Paulus, viene accerchiata in una gigantesca sacca. Nonostante l’ostinazione di Hitler, sarà costretta alla resa.
Dopo Stalingrado le sorti del conflitto sul fronte orientale e, più in generale, quelle dell’intera Seconda guerra mondiale, subiranno una svolta decisiva. A dicembre, un’altra grande offensiva dell’Armata Rossa provoca la sconfitta dell’Asse nel settore meridionale del fronte russo. È una drammatica disfatta che coinvolge anche le truppe dell’Armir.
















