Martedì 11 Dicembre 2018 | 23:50

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BRUXELLES - L'Italia rischia di essere in ritardo per l'applicazione delle nuove regole Ue sulla privacy che partono il 25 maggio. E, anche se ci sono le elezioni in vista, l'amministrazione deve lavorare per essere pronta in tempo. E' l'allarme lanciato dalla commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova a 100 giorni dall'avvio del 'General Data Protection Regulation'. "Vediamo che ci potrebbero essere ritardi", ha affermato la commissaria, "ci sono sempre elezioni in qualche paese" ma "l'amministrazione deve fare il suo dovere ovunque". Per questo, ha aggiunto la commissaria, "siamo in contatto con le autorità italiane" per far sì che il 25 maggio anche l'Italia sia pronta.

 

La maggior parte degli stati membri rischia di arrivare impreparata al 25 maggio, quando scatteranno le nuove regole europee che rafforzano la tutela della privacy. Sono infatti ben 26 Paesi su 28 a non aver ancora fatto il necessario, mentre solo Germania e Austria sono pronte. E' il monito lanciato dalla commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova, che per questo ha presentato oggi delle linee guida per governi, garanti nazionali, imprese e cittadini in modo che si preparino per maggio. "Faccio appello a tutti i governi europei perché completino la preparazione il prima possibile e siano pronti per il 25 maggio", ha detto la commissaria, aggiungendo che "i vari stati membri sono a diversi stadi di preparazione". L'Italia è tra i più indietro. "La Commissione sta lavorando in modo intensivo con gli stati membri che sono indietro", ha detto, avvertendo - con un particolare riferimento all'Italia - che "anche se i Paesi non saranno pronti, comunque il regolamento generale sulla protezione dei dati personali comincerà ad essere applicato" puntualmente il 25 maggio.

 

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