C’è stato cattivo tempo nel tarantino, di recente. Pioggia, vento e freddo hanno caratterizzato gli ultimi giorni. Anche il 14 febbraio, San Valentino, è stato funestato dall’inclemenza del clima. Tanti sentimenti hanno avuto una difficoltà in più. Le difficoltà, sovente, si trasformano in infortuni dell’esistenza. È la sensibilità di ognuno di noi a stabilirne la portata. Quindi non so quanto danno abbia potuto procurare lo smarrimento della lettera d’amore che ho trovato incastrata, bagnata e stropicciata, sotto uno pneumatico della mia auto parcheggiata nelle vicinanze della chiesa di Pulsano, cara a ogni devoto della Madonna di Lourdes. Saranno stati gli adolescenziali cuoricini sulla busta, sarà la mia curiosità insopprimibile, sarà quel residuo di romanticismo che ancora mi accompagna… non ho saputo resistere. Ho raccolto quella busta, l’ho aperta e ho letto. E ora riporterò quelle parole adolescenziali, augurandomi che arrivino a chi doveva riceverle. Perché La Gazzetta del Mezzogiorno è, da sempre, un giornale dalla parte dell’amore, non dei conflitti. E poi: se c’è ancora un ragazzo che preferisce scrivere una lettera (sintetica, in verità!) al posto di un messaggio, deve essere sostenuto, aiutato e incoraggiato. Questo il testo:
Io non lo so che cosa mi hai fatto. Cioè, lo so ma non lo so spiegare. Non lo so scrivere. Dentro di me c’è qualche cosa di nuovo ma non ce l’ho le parole per illustrare questa cosa. Però sono certo che capirai. Non come la prof che dice sempre che si perde nei miei compiti in classe perchè io mi esprimo a pizzichi e a mozzichi. Che caspita può capire quella che l’ultima volta che si è sentita un brivido intimo che non fosse di freddo, c’era ancora Napoleone! Spero che l’uso del congiuntivo imperfetto mi renda più prezioso ai tuoi occhi. Nei compiti in classe continuerò a scrivere ‘era’, perché la prof non si merita niente. Ma tu no, meriti ogni gioia in questo giorno degli innamorati e io sono il più di tutti innamorato di te. Aspè, ‘sta frase forse non mi è venuta bene, però hai capito giusto, no? Perché sei bella bellissima. Hai tutte le dotazioni femminili belle bellissime. Profumi di pulito pure dopo cinque ore in classe. Dovresti insegnarlo alle tue amiche che, dopo dieci minuti, insomma. C’è il prof di matematica della quarta ora che apre le finestre anche se fuori stanno i pinguini col cappotto. Ma io ti amo col freddo e col caldo, con la tempesta e le belle giornate, nei giorni normali e nei giorni di festa. Come oggi, che è San Valentino. Vorrei sorridessi, leggendo queste mie parole. Sei bella bellissima quando sorridi. Io lo so. E sono felice.
















