Sabato 21 Febbraio 2026 | 16:21

Taranto, Palazzo «D’Ayala» resterà a disposizione dei cittadini

Taranto, Palazzo «D’Ayala» resterà a disposizione dei cittadini

Taranto, Palazzo «D’Ayala» resterà a disposizione dei cittadini

 
FABIO VENERE

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FABIO VENERE

Taranto, Palazzo «D’Ayala» resterà a disposizione dei cittadini

Il Comune ha rinunciato al progetto del boutique hotel. Fin dall’inizio dei lavori è apparso subito evidente che molte delle scelte progettuali dovevano confrontarsi con un contesto storico-architettonico estremamente delicato

Sabato 21 Febbraio 2026, 13:25

“Una bella notizia. Questa sera (giovedì, ndr) durante un convegno organizzato nella sede dell’Archivio di Stato, l’Amministrazione comunale di Taranto ha confermato che il progetto finale di Palazzo D’Ayala accoglie la modifica proposta da numerose associazioni culturali e da diversi cittadini per salvaguardare interamente il cosiddetto piano nobile. In una parola: nessuna suite alberghiera verrà realizzata al piano nobile che sarà, invece, fruibile e al servizio della comunità”. L’ha annunciato, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il presidente dell’associazione culturale Nobilissima Taranto, Nello De Gregorio. Che ha poi commentato: “Quando la cultura si mobilita diventando militante e civica, vince”. Dal canto suo l’assessore comunale Patronelli, presente al confronto, ha garbatamente ribattuto che “non si non può non riconoscere come l’Amministrazione comunale abbia seguito, con attenzione, l’iter di questo progetto. Detto questo, a me non interessa appuntarmi qualche spilletta sulla giacca, ma ottenere i risultati a beneficio della nostra comunità”.

In effetti, gli operai impegnati nel cantiere per la riqualificazione di questo edificio storico della Città Vecchia non dovranno più realizzare al primo piano un boutique hotel, così come originariamente era stato previsto. Ma, seppur ridotta, una destinazione ricettiva dell’immobile ci sarà ugualmente con la predisposizione di una sala meeting e una sala ristoro. Di certo, però, detto questo, è innegabile come la vocazione culturale sul futuro utilizzo di Palazzo D’Ayala abbia preso ora, così come avevano richiesto le associazioni, decisamente il sopravvento.

Le novità, che sono state poi tradotte in una perizia di variante, sono state determinate in seguito ad alcuni rinvenimenti di pregio scoperti nella fase di sgombero e demolizione di alcune opere e verificati durante i sopralluoghi congiunti con la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio.

In particolare, in uno di questi sopralluoghi, i tecnici hanno constatato come le condizioni reali degli ambienti, emerse dopo le attività preliminari di pulizia e messa in sicurezza, e le ulteriori valutazioni della Soprintendenza, richiedessero un aggiornamento organico del progetto esecutivo per assicurare la piena tutela del bene culturale e, allo stesso tempo, garantire la corretta funzionalità delle opere previste.

Del resto, fin dall’inizio dei lavori è apparso subito evidente che molte delle scelte progettuali dovevano confrontarsi con un contesto storico-architettonico estremamente delicato, emerso dalle demolizioni o dalla pulizia dei luoghi.

Riepilogando, rispetto al progetto esecutivo, sono previste le seguenti attività: recupero delle pavimentazioni storiche; riqualificazione degli arredi storici integrati; restauro e ricollocazione della cucina; realizzazione di una nuova scala di emergenza; consolidamenti strutturali; decorazioni murarie; lucernario della corte interna; modifica degli infissi esterni; recupero del solaio ligneo decorato ai primi due piani. Questi interventi, evidentemente, nascono infine dall’esigenza di preservare e valorizzare gli elementi storici rinvenuti, adeguare il progetto esecutivo alle nuove prescrizioni di tutela del bene vincolato, garantire maggiore compatibilità tra interventi strutturali e decorazioni esistenti, migliorare la funzionalità d’uso degli spazi nel rispetto del vincolo monumentale e risolvere delle criticità tecniche emerse in cantiere.

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