Lunedì 05 Gennaio 2026 | 11:02

La storia kafkiana della guardia medica chiusa a Capodanno

La storia kafkiana della guardia medica chiusa a Capodanno

 
giuse alemanno

Reporter:

giuse alemanno

guardia medica

Un nostro lettore ha trascorso il primo di gennaio alla ricerca di un medico che potesse prescrivere un farmaco alla madre. Ma la Guardia Medica di viale Magna Grecia e quella di via Ancona erano chiuse

Domenica 04 Gennaio 2026, 13:07

La Continuità Assistenziale è parte del Servizio Sanitario Nazionale e garantisce assistenza medica di base per problematiche non urgenti ma, comunque, non rimandabili, in quanto il medico di famiglia o il pediatra risultano non disponibili. Attraverso la Continuità Assistenziale si coprono orari notturni, festivi e prefestivi grazie a visite ambulatoriali, consulenze telefoniche e, se necessario, interventi domiciliari per criticità che non giustificano il ricorso al Pronto Soccorso.

La Continuità Assistenziale opera tutti i giorni dalle 20.00 alle 8.00; dalle 10.00 del prefestivo alle 8.00 del giorno successivo, più le fasce 8.00 – 20.00 delle domeniche e festivi. Questa è la teoria, queste sono le linee guida. La realtà è diversa e quando, nell’appena passato Capodanno, crea un cortocircuito… arriva sulle pagine de ‘La Gazzetta’! Per uno dei nostri lettori, l’anno è cominciato male: ha trascorso il primo di gennaio alla ricerca di un medico che potesse prescrivere un farmaco alla madre. La Guardia Medica di viale Magna Grecia e quella di via Ancona erano chiuse; in quella di via Ancona c’era un cartello che riportava i recapiti delle strutture di Talsano e Paolo VI. Il nostro lettore ha chiamato i numeri in calce: nessuna risposta. Dopo ore, spazientito, ha provato a contattare il 118. Manco li cani! Gli operatori dell’ambulanza gli hanno comunicato che a bordo del mezzo lampeggiante e sirenato non c’era nessun medico e che per avere una prescrizione farmaci doveva portare la madre malata al Pronto Soccorso. In preda a giustificata arrabbiatura, costui ha provato a chiamare tutti numeri di guardia medica trovati su internet: hanno risposto solo quelli di San Giorgio Jonico e Ginosa Marina che nulla hanno potuto fare, in quanto la malata era fuori dal loro distretto sociosanitario. Alla fine, disperato, il nostro malcapitato si è recato all’ospedale Ss. Annunziata, alla ricerca di un medico. Operazione che si è dimostrata fallimentare: avrebbe dovuto aspettare le 20.00 affinché le strutture assistenziali riaprissero. Alla fine, stanco di questo mondo e di quell’altro, il nostro lettore ha chiamato i carabinieri. Ma nemmeno loro hanno ricevuto risposte dalle strutture. È finita con una denuncia, che il nostro sfortunato lettore ha depositato in Questura, per sospensione del servizio pubblico. Quella raccontata è una paradigmatica situazione kafkiana: una esperienza assurda, angosciante, paradossale e incomprensibile, spesso legata a burocrazia soffocante e perniciosa o a eventi inspiegabili che sfuggono a ogni logica. Solo che Franz Kafka era di Praga. Quello che ho raccontato è successo a Taranto, lo scorso primo gennaio a un uomo come tanti, con una madre come tante che ha un malanno come tanti. E che non si chiama né Josef K. né Gregor Samsa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)