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In Puglia e Basilicata

LA RINASCITA POSSIBILE

Taranto, un polmone culturale a due passi dal mare

Taranto, un polmone culturale a due passi dal mare

Lo Spazio Porto inaugurato a Taranto (foto Todaro)

La musica, il teatro, la fotografia e soprattutto il cinema rianimano il quartiere Porta Napoli

17 Luglio 2022

Omar DI Monopoli

Sorto in piena pandemia a Porta Napoli, area popolare di Taranto una volta nota come il «quartiere dei casermoni», lo Spazioporto ha concluso da poco il suo secondo anno di attività rilanciando per il prossimo settembre una nuova, fervida stagione all’insegna di musica, teatro, fotografia e soprattutto cinema. Già, perché, inaugurato a luglio 2020 a due passi dal capolinea del bus e, in particolare, dal porto mercantile, lo Spazioporto oltre a essere un innovativo contenitore di proposte per la città, trova il suo punto di forza proprio nel cinema in ragione del fatto che - grazie a una felice intuizione della associazione Afo6 che ne cura la gestione - all’interno dei suoi locali si sviluppa il «Cineporto», ovverossia il cuore logistico delle attività della Apulia Film Commission sul territorio tarantino. Allestito all’interno di un vecchio capannone degli anni Venti, 500 mq in totale dotati di spazi dedicati a diverse attività, l’edificio è dotato di sala riunioni, sala casting, area trucco, sala posa, sala broadcasting (web radio e tv), segreteria, magazzino, attrezzeria, sala conferenze, area proiezioni, area ristoro, area espositiva e sale coworking. Qui si fornisce assistenza alle produzioni cinematografiche, ma si organizzano anche proiezioni, incontri, presentazioni di libri e di audiovisivi vari.

Decisamente non male per una fetta di città che nell’ultimo trentennio sembrava votata alla fatiscenza e che oggi è in fase di riqualificazione. Lentamente il quartiere ha saputo rinnovarsi, riprendendo vita. Dapprima grazie a una serie di attività commerciali legati alla ristorazione e allo svago, poi per mezzo di interessanti attività produttive - come il laboratorio «Ammostro», di cui ci occuperemo a breve, dove un gruppo di donne ha saputo mettere a frutto una serie di competenze per realizzare prodotti ecosostenibili e artigianali. Gianni «John Wayne» Raimondi, presidente dell’associazione Afo6 (una versione benigna dell’Altoforno 5), ci racconta al telefono con legittimo orgoglio dei successi del quotidiano lavoro che lui e gli altri soci (uno dei quali, non a caso, è il noto attore Michele Riondino) stanno portando avanti tra sforzi e grandi soddisfazioni. «Ora siamo assorbiti dal Cinzella Festival» ci confessa, «ma siamo contenti di come la città stia accogliendo il progetto: è stata un’annata intensissima, e il bilancio non può che dirsi positivo, persino considerando i limiti che il Covid ci ha imposto». Raimondi, che figura anche fra gli organizzatori del concerto dell’1 maggio, promette per dopo l’estate una nuova stagione di incontri di livello, ma soprattutto il proseguimento di quel preziosissimo lavoro di casting e scouting legato al mondo del cinema.

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