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Il tempo d’estate si festeggia all’antica

Il tempo d’estate si festeggia all’antica

Non un personaggio, una persona vera. Si tratta di Don Elio Quarta, parroco della comunità del Sacro Cuore a Monteroni

26 Giugno 2022

Luisa Ruggio

Nella Trilogia della Pianura di Kent Haruf, a un certo punto fa la sua comparsa un sacerdote dalla vocazione così ardente da infervorare gli animi assopiti nella cittadina di Holt che poche pagine prima sembrava dimenticata da Dio. C'è sempre una cittadina così, potrebbe essere uno dei nostri paesini in fondo a questa provincia sonnolenta dove, nei versi di Bodini, un monaco iroso vola tra gli alberi. Dopo il solstizio d’estate, le piazze hanno ricominciato a ripopolarsi lasciando affiorare il senso profondo dell'essere comunità. Dopo la Notte di San Giovanni, ritorna davvero una stagione della vita. Che non è soltanto l’estate, bensì un’occasione in più per uscire dalle zone di conforto e stare in ascolto. Sotto il segno del cuore sacro, esiste per davvero nel Salento, un sacerdote dalla vocazione incoercibile e che sembra uscito dalle pagine di “Benedizione” in cui Haruf firma un’omelia necessaria in forma di romanzo. Non un personaggio, una persona vera. Si tratta di Don Elio Quarta, parroco della comunità del Sacro Cuore a Monteroni, un promemoria vivente per chiunque lo incontri: amare è un verbo d’azione. E questa azione è anche la tre giorni che ha messo in piedi in questo fine settimana, intrecciando voci realtà storie per festeggiare la vita ed estrarne la sua qualità più profonda: la partecipazione, l’ascolto, la condivisione. Perché “un paese ci vuole...”, sì, e perché abbiamo bisogno di tornare a respirare con un ritmo peculiarmente umano. Un ritmo scandito dalla vigilia di una festa di paese, il cammino dei bambini che seguono la processione e la riscoperta di ciò che ci fa ancora benedire accogliere ringraziare cantando e ballando insieme. Ora che il calendario degli eventi ricomincia fiducioso nel Salento alla moda, in una terra che ha spesso snaturato se stessa nell'ansia da prestazione endemica e ideologica, forse l’unico evento autentico l’ha raccolto per tutti noi un sacerdote appassionato e perciò romanzesco nel suo fare che ispira e trascina tantissime persone. Proprio come accadrà stasera nella piazza di Monteroni, la rilettura del nostro tempo attraverso una festa di popolo dedicata alla fratellanza e alla tenerezza di cui c’è urgenza nelle nostre strade affinché non sia solo la violenza delle storie di cronaca nera ad avere voce in capitolo, ma soprattutto la bellezza, la meraviglia, la fiducia. Perché tutto è preghiera e ci riconcilia: una biciclettata, la banda che torna a suonare, la fiera-mercato, la valorizzazione della diversità e il riconoscimento di ciò che è straordinario ovvero estremamente semplice. Eppure nella complessità del reale, quella semplicità non viene riconosciuta e si lascia macinare dalla fretta. Tuttavia, per non perderla mai di vista è sufficiente incontrare la vocazione di un solo uomo. C’è un tempo per ogni cosa, è tempo di festa.

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