In occasione del sequestro, spiega in una nota Di Paola fornendo documentazione sull'esito degli esami di laboratorio, il Corpo Forestale “ha affermato, come se fosse un dato acquisito, che quei taralli fossero preparati con mangime per animali, crusca ad uso zootecnico e le analisi avrebbero dovuto verificare eventuali altre tossicità presenti nel prodotto, mentre invece è arrivata la sconfessione”. Il settore micro-tossicologico ha stabilito che “tutti i campioni di taralli esaminati sono esenti da larve e parassiti”, e quello chimico-tossicologico che “tutti i campioni di prodotto sono a norma di legge e negative sono state le ricerche di metalli pesanti, conservanti, micotossine e fitofarmaci”. Di Paola aggiunge che l’azienda aveva riferito che la crusca trovata sul posto non era utilizzata per produrre i taralli integrali, bensì al posto della segatura, difficile da reperire in commercio, per assorbire gli oli di scolo derivanti dal ciclo produttivo.
Il legale conclude constatando “non senza amarezza” che gli investigatori avevano fatto riferimento, nel dare notizia del sequestro, ad una generica 'nota ditta di prodotti da forno della provincia di Barì, diffondendo però successivamente un video “che riservava particolare attenzione visiva al marchio Fiore di Puglia spa”. “Una tecnica di diffusione della notizia - commenta di Paola – non certo condivisibile, perchè in aperta violazione della riservatezza della indagine almeno sino al riscontro delle analisi”.
















