Domenica 05 Aprile 2026 | 09:15

Marò arrestati India: a giudizio secondo nostre leggi Terzi: li porteremo a casa Il giallo dell'altra petroliera

Marò arrestati India: a giudizio secondo nostre leggi Terzi: li porteremo a casa Il giallo dell'altra petroliera

Marò arrestati India: a giudizio secondo nostre leggi Terzi: li porteremo a casa Il giallo dell'altra petroliera

 
Marò arrestati India: a giudizio secondo nostre leggi Terzi: li porteremo a casa Il giallo dell'altra petroliera

Mercoledì 22 Febbraio 2012, 10:17

03 Febbraio 2016, 00:31

NEW DELHI – Il sottosegretario agli Esteri italiano Staffan de Mistura è giunto oggi a New Delhi nell’ambito degli sforzi politici e diplomatici in corso per trovare una soluzione alla crisi determinata dalla morte di due pescatori indiani che vede implicati due marò a bordo della petroliera 'Enrica Lexie'. Nella capitale indiana, De Mistura avrà a breve un primo colloquio con il sottosegretario agli Esteri indiano per l’area occidentale Preneet Kaur.

Intanto La difesa dei due marò italiani fermati per l’uccisione di due pescatori indiani ha presentato il ricorso per 'eccezione di giurisdizionè all’Alta Corte del Kerala. I legali chiedono che venga confermato che l’incidente è avvenuto in acque internazionali e non indiane. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, procedere con il ricorso si è reso necessario perchè i colloqui politici e diplomatici in corso non bloccano le procedure giudiziarie che stanno andando avanti. 

Attualmente i due marò sono in stato di arresto, pur godendo di un trattamento di favore sotto custodia della polizia. Domani il magistrato deciderà il da farsi e non è escluso che Massimiliano Latorre e Dalvatore Girone possano anche finire in prigione.

ORE 9:05 - IL TEAM INVESTIGATIVIO INDIANO DAI DUE MILITARI
Lo speciale team investigativo della polizia di Kochi è arrivato a fine mattinata nella guesthouse dove sono detenuti i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il commissario Ajit Kumar, che guida la squadra, è entrato nella foresteria insieme a un ufficiale della polizia di Kollam che è titolare delle indagini. Ma non è chiaro se stiano interrogando i due militari. A un certo punto Latorre è uscito, ma è subito ritornato all’interno quando si è accorto dei fotografi che stazionano su degli articolati fuori dal muro di cinta del bungalow situato nell’area portuale.

ORE 9:30 - SOTTOSEGRETARIO: UN DIALOGO COSTRUTTIVO
«E' stato un dialogo costruttivo», ha detto il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura al termine del colloquio con il collega indiano per l’area occidentale Preneet Kaur. «Ora vado a Kochi dove ci sono le famiglie delle vittime di questa dolorosa vicenda e i due marò italiani», ha aggiunto.

ORE 11:17 - MINISTRO INDIANO: NOI ANDIAMO AVANTI SECONDO LE NOSTRE LEGGI
L'India proseguirà nella vicenda dei due pescatori “sulla base delle sue leggi”. Lo ha detto oggi il ministro di Stato indiano, Preneet Kaur. Parlando alla stampa, Kaur ha detto: «loro hanno la loro interpretazione, noi abbiamo la nostra. Per quello che ci riguarda qui in India noi ci muoveremo in base alle nostre leggi». Il riferimento del ministro indiano è alla Sezione 4 del Codice penale indiano che regola i casi di estensione della extraterritorialità recitando: «Le disposizioni di questo Codice si applicano anche per qualsiasi reato commesso da (...) qualsiasi persona su qualsiasi nave o velivolo registrato in India ovunque esso si trovi».

ORE 12:00 - CARDINALE ALENCHERRY: NON SONO UN MEDIATORE
«Verità e giustizia» nella vicenda dei pescatori uccisi nel mare del Kerala il 15 febbraio scorso, in cui sono coinvolti i due marò in servizio sulla petroliera italiana: è quanto chiede il neo-cardinale George Alencherry, arcivescovo maggiore della Chiesa siro-malabarese, con base in Kerala. Il cardinale, di cui ieri l’agenzia vaticana Fides aveva riferito un tentativo di mediazione, con contatti con i ministri cattolici del governo del Kerala, ha precisato oggi il suo pensiero sempre alla Fides. «Questo episodio dev'essere investigato – ha dichiarato -: se c'è un’azione colpevole, dev'essere trattata legalmente e i colpevoli devono essere puniti. Si devono rispettare pienamente verità e giustizia». 

Il cardinale ha spiegato anche l’espressione, da lui usata ieri, parlando di «soluzione pacifica» alla vicenda: «Quello che intendevo dire è che auspico questo evento non diventi motivo di conflitti e di inimicizia, nelle comunità e fra le nazioni. Non ho intenzione di assumere un ruolo di mediatore nel risolvere la vicenda».

ORE 12:59 - LA ENRICA LEXIE PUO' LASCIARE IL PORTO SE PAGA GARANZIA
L'Alta Corte del Kerala ha deciso che la Enrica Lexie potrà lasciare il porto di Kochi solo dopo il pagamento di una garanzia bancaria di 2,5 milioni di rupie (circa 38 mila euro). Da quanto si è appreso da una fonte giudiziaria ufficiale, la decisione è stata presa dal giudice Harun-ul-Rashid che si occupa della petizione presentata ieri dalla moglie di uno dei due pescatori uccisi. Tuttavia, il giudice ha precisato che la petroliera potrà ripartire solo dopo che saranno espletate tutte le indagini relative all’accusa per omicidio, tra cui c'è l’eventuale sequestro delle armi dei marò che sono rimaste a bordo.

ORE 14:36 - MINISTRO TERZI: LI RIPORTEREMO A CASA
«La tutela dei nostri militari è assoluta. Vogliamo riportarli a casa il più presto possibile». Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi in un’audizione alla Commissione Esteri e difesa al Senato.
Terzi ha tenuto a precisare più volte che «la riservatezza, il riserbo e la prudenza non sono distrazione neanche per un millesimo» sul caso del sequestro in Somalia della Enrico Ievoli come «nell’altro». 
«Siamo concentrati su questo episodio. La tutela dei nostri connazionali, dei nostri militari» impegnati nelle operazioni di peace-keeping «è assoluta». «Vogliamo riportare i nostri uomini a casa, vogliamo riportarli alle loro famiglie».


ORE 15:01 - NIPOTE DI LATORRE: CI DICE DI RESTARE CALMI


ORE 15:02 - MADRE DI LATORRE: RIPORTATEMI MIO FIGLIO
«Devono riportarmi Massimiliano sano e salvo. È innocente. Lo trattengono senza motivo». E' quanto afferma la signora Carmela, la mamma di Massimiliano Latorre, di 44 anni, di Taranto, uno dei due fucilieri coinvolti nell’inchiesta sull'omicidio di due pescatori indiani. La signora Carmela, rimasta vedova dopo la morte del marito Tommaso, dal giorno del fermo di Massimiliano Latorre è ospite della figlia Carolina.

«Mi ha detto di stare bene e che bisogna mantenere la calma». Lo ha detto Christian D’Addario, nipote di Massimiliano Latorre, uno dei due fucilieri del reggimento San Marco in fermo giudiziario per l’uccisione di due pescatori indiani, che stamani ha nuovamente parlato al telefono con lo zio.
A Latorre, come a Salvatore Girone, suo compagno di lavoro e coinvolto come lui nella vicenda, gli inquirenti indiani hanno consentito di tenere e di usare il telefono cellulare. Massimiliano – ha detto ancora D’Addario – «attende la decisione del giudice ma soprattutto si augura che la diplomazia italiana riesca a riportarlo a casa». «Noi stiamo sempre all’erta e quando squilla il telefono – racconta Christian - speriamo sempre in una comunicazione positiva da parte della Farnesina o del comando del Reggimento San Marco». 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)