Tuttavia se può essere di qualche consolazione, c’è almeno qualcuno che ne trae beneficio dall’ex palazzo Enel. Dalle vestigia rimaste sembrerebbe come se gli ex inquilini se ne fossero andati via in tutta fretta abbandonando parte degli archivi e dell’arredamento degli uffici, le nuove tracce invece starebbero ad indicare che qualcuno abita più o meno stabilmente il palazzo che fu prestigiosa sede dell’azienda elettrica.
Insomma quel patrimonio non sta andando in rovina inutilmente perché offre almeno un tetto ed un qualche riparo a chi non ha di meglio; anzi di più, non si può escludere che sia fonte di qualche profitto a giudicare dallo stato dei quadri elettrici e tenendo conto del valore di mercato del rame.
Ma non tutti i gli impianti sono fuori uso. In perfetta efficienza è quello che fornisce energia all’antenna posta nel recinto, con l’unico difetto che quegli apparati in tensione non sono più protetti e mettere le mani lì sembrerebbe essere rischioso.
Il recinto che un tempo costituiva barriera difficile da superare ha varchi agevoli ed in più punti la ruggine ha corroso la cancellata fino al punto che alcuni elementi si sono dissaldati mettendo a rischio la stabilità di ampi tratti dell’inferriata.
Le palme morte che un tempo erano biglietto da visita per ci accedeva agli uffici Enel ora mettono l’atrio in perfetta sintonia con il tono e lo stato degli interni. Alla fine l’intero palazzo è eloquente testimone della produttività che ha avuto l’ingente investimento di risorse pubbliche.
[c.d.d.]
















