L'Istituto trae le sue origini dal Centro Tumori, istituito nel 1955 e svolge attività di ricerca di base e clinica attraverso studi di valenza traslazionale in oncologia, vale a dire studi che applicano sul paziente i più moderni risultati delle ricerche di laboratorio. Attualmente l’Istituto esegue circa 100 mila visite ambulatoriali evidenziando migliaia di prime diagnosi di tumore.
La struttura è organizzata in sei dipartimenti coordinati dal Consiglio di indirizzo e verifica e dalla Direzione strategica, costituita dalle direzioni generale, scientifica e sanitaria. I dipartimenti sono quelli di oncologia sperimentale, servizi e diagnostica, donna, chirurgia oncologica, oncologia medica e sperimentale e terapie innovative e quello di area critica e quartiere operatorio. Nel 2011 i pazienti dell’Istituto saranno seguiti da un gruppo multidisciplinare composto da oncologo, radiologo, anatomopatologo, chirurgo e infermiere, che insieme decideranno le opzioni terapeutiche ritenute migliori per il paziente.
FIORE: ISTITUTO TUMORI HA STORIA SOFFERTA
“L'Istituto Tumori di Bari nei suoi 25 anni di vita ne ha passate di tutti i colori dal punto di vista della logistica, della governance. Una storia molto travagliata che prima o poi sarà scritta da qualcuno. Le polemiche dei mesi passati non le lascerei alle spalle”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, parlando dell’inaugurazione odierna della nuova sede dell’Istituto tumori di Bari, trasferito dalla 'Mater Dei' all’ex ospedale Cotugno.
“Questo Istituto – ha aggiunto Fiore – deve diventare progressivamente un nodo importante della rete oncologica. In questi anni l’Istituto si è difeso in qualche maniera perchè è riuscito, malgrado le difficoltà, a portare avanti un’attività scientifica degna di questo nome che oggi può essere ulteriormente sviluppata anche per la logistica. E' necessario un rapporto molto stretto tra l’università, che è la sede naturale della ricerca, e questo istituto”. “Bisognerà avere molta pazienza perché – ha proseguito Fiore - occorre seguire passo passo tutte le procedure di sviluppo di questa struttura che, così com'è, è ancora molto piccola e non sufficientemente funzionale”. Il trasferimento sarà completato nei prossimi giorni.
Fiore ha fatto presente che il problema non è quello della logistica. “Alla 'Mater Dei' – ha spiegato – una parte del personale era in fitto, cioè avevamo un fitto che comprendeva le mura, alcuni strumenti e una quota di personale. Ovviamente col trasferimento questa quota di personale non c'è più e dobbiamo garantirla a nostre spese. Come tutti sanno, c'è una difficoltà economica enorme. Il problema lo risolveremo in progress nei prossimi mesi”.
















