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«Esamopoli», 32 rinviati a giudizio
BARI - Il gup del Tribunale di Bari, Susanna De Felice, ha rinviato a giudizio i 32 imputati dell’inchiesta cosiddetta «esamopoli» su una presunta compravendita di esami alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso e rivelazione del segreto d’ufficio. Tra loro figurano docenti, dipendenti amministrativi dell’università, bidelli, studenti e genitori. 

Dalle indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Francesca Romana Pirrelli, sarebbe stata accertata un’organizzazione gestita soprattutto dai bidelli, che ritiravano le bustarelle dagli studenti e facevano da tramite con i professori per la compravendita di esami e tesi di laurea. Un giro d’affari da 50.000 euro in 8 mesi, con un costo tra i 700 e i 3.000 euro per ogni esame superato. Clienti tipo erano studenti fuori corso o stranieri, soprattutto greci, che per concludere in breve gli esami avrebbero preferito comprarli. 

A supportare le indagini, anche le dichiarazioni di un ex bidello che avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione. L’uomo avrebbe fatto luce sul meccanismo, facendo nomi e cognomi di coloro i quali avrebbero partecipato, tra cui anche noti professori dell’Ateneo barese. Le indagini, il 3 aprile 2009, portarono all’arresto di sei persone e ad altrettanti provvedimenti interdittivi. Il processo è fissato per il 12 gennaio davanti ai giudici della prima sezione collegiale. Altri tre imputati hanno chiesto il rito abbreviato nell’udienza del 23 settembre scorso e le loro posizioni saranno definite a partire dal 9 novembre. L'università di Bari si è costituita parte civile.

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