Il 42enne Filippo Scavo, ucciso nella notte durante una sparatoria nella discoteca di Divine club di Bisceglie (ex Divinae Follie), era ritenuto un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari. Il suo nome, inoltre, è contenuto in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi hanno che hanno visto protagonisti gruppi composti da esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. Si fa riferimento a Scavo anche in alcune informative delle forze dell'ordine confluite nell'inchiesta sull'omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore in un conflitto a fuoco tra giovani rampolli dei clan, il 22 settembre del 2024 all'interno della discoteca Bahia di Molfetta, nel Barese.
Negli atti Scavo, che avrebbe compiuto 43 anni il prossimo luglio, viene citato per un episodio in un locale di Bari, a marzo del 2024, in cui avrebbe affrontato un esponente del clan rivale dei Capriati. Le indagini della Dda di Bari hanno riguardato in particolare episodi di cui erano "protagonisti alcuni giovani esponenti delle più blasonate organizzazioni criminali baresi e, più in particolare delle famiglie Capriati, Palermiti, Parisi e Strisciuglio". Il filo conduttore "dell'approfondimento su cui si è soffermata l'attenzione info investigativa è quello degli alterchi nei luoghi di aggregazione dei giovani, specie nelle discoteche" perché al loro interno si fronteggiavano "diverse fazioni riconducibili alle associazioni di tipo mafioso insistenti sul territorio". L'omicidio di Scavo nella discoteca Divine club non è collegato alla morte di Antonella Lopez. Sull'accaduto la Dda indaga per omicidio con l'aggravante mafiosa.















