Sabato 18 Aprile 2026 | 17:05

Omicidio personal trainer a Foggia, al vaglio anche l'ipotesi «vendetta»: un giovane morì cadendo dal suo palazzo

Omicidio personal trainer a Foggia, al vaglio anche l'ipotesi «vendetta»: un giovane morì cadendo dal suo palazzo

Omicidio personal trainer a Foggia, al vaglio anche l'ipotesi «vendetta»: un giovane morì cadendo dal suo palazzo

 
Redazione online

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Omicidio personal trainer a Foggia, al vaglio anche l'ipotesi «vendetta»: un giovane morì cadendo dal suo palazzo

Gli investigatori non lasciano trapelare particolari sulle piste vagliate e, soprattutto, se ce ne sia una prevalente rispetto ad un’altra. L'episodio risale al 2023: all’epoca il caso fu classificato come un incidente

Sabato 18 Aprile 2026, 14:49

Cinque giorni dopo l’uccisione del personal trainer di Foggia Dino Carta, di 42 anni, i carabinieri continuano ad indagare sulla vita professionale e privata della vittima. Nelle ultime ore starebbero puntando l’attenzione anche su quanto avvenne il 22 ottobre del 2023 nello stabile dove abita la famiglia Carta, in via Caracciolo.

Dall’impalcatura che all’epoca circondava lo stabile cadde un giovane uomo e morì. La vittima non era residente nel palazzo e - a quanto si apprende - precipitò dal terzo piano. All’epoca il caso fu classificato come un incidente. Sul corpo non furono trovati segni di violenza e il caso fu archiviato. Da giorni, però, il fascicolo su quella strana morte è stato 'riesumato dagli archivi perché - è l’ipotesi investigativa - quel decesso potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti della famiglia Carta: nel palazzo abitano sia la famiglia di Dino Carta sia quella del padre. In sostanza, la famiglia della vittima avrebbe attribuito ai Carta la colpa di quell'incidente. Si tratta di ipotesi che, al momento, restano in attesa delle verifiche su tutto il materiale finora a disposizione dei carabinieri e della Procura. Sul cadavere lunedì sarà compiuta l’autopsia delegata al medico legale dal sostituto procuratore inquirente Giuseppe Mongelli.

Gli investigatori non lasciano trapelare particolari sulle piste vagliate e, soprattutto, se ce ne sia una prevalente rispetto ad un’altra. I militari stanno esaminando il contenuto del telefono cellulare della vittima, che aveva con sé la sera dell’agguato con colpi di pistola, i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e stanno cercando di dare un nome a quell'uomo con il volto coperto da un cappuccio che si vede transitare a bordo di una bicicletta 40 secondi prima del delitto. 

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