Spari nella notte in una discoteca di Bisceglie. E' l'epilogo di una lite che si è sviluppata all'interno del Divinae Follie tra due gruppi di persone. Un pregiudicato barese, Filippo Scavo, 42enne residente a Carbonara ufficialmente muratore, è morto dopo essere stato colpito durante la sparatoria.
L'uomo è stato colpito intorno alle 4,40 del mattino. Sul posto è giunta un'ambulanza del 118 che ha portato la vittima al Pronto soccorso dell'ospedale di Bisceglie dove però è arrivato già morto: presentava una ferita da proiettile al collo che non gli ha lasciato scampo. Le indagini della Procura di Trani sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Trani con il comandante provinciale Massimiliano Galasso sul posto. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e stanno raccogliendo le testimonianze delle persone presenti, tra cui gli addetti alla sicurezza del locale.
Le circostanze dell'episodio sono in corso di accertamento ma si profilerebbe la tesi di un regolamento di conti per vecchie questioni. Secondo le testimonianze raccolte sul posto da chi indaga, all'interno della discoteca ci sarebbe stata una lite tra due gruppi di persone, forse per motivi di droga. Il killer a quel punto sarebbe uscito dal locale attraverso una uscita di emergenza per evitare il metal detector e sarebbe poi rientrato con un'arma con cui ha fatto fuoco. La vittima sarebbe stata colpita mentre cercava di allontanarsi. Sono stati sparati diversi colpi.
Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, nel 2015 fu tra le 40 persone arrestate nel blitz Agorà della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga tra Carbonara e Ceglie in cui vennero presi tra gli altri il boss Leonardo Campanale (poi condannato a 20 anni) e Sigismondo Strisciuglio, fratello di Domenico, fino a quel momento ritenuto il leader della consorteria criminale. Nel 2011 Scavo ha riportato una condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi. In precedenza era stato coinvolto anche nell'operazione Eclissi del 2006 per la quale aveva riportato una condanna definitiva a 4 anni, 2 mesi e 29 giorni. Nel 2023 la Corte di Cassazione gli ha negato il riconoscimento della continuazione tra le due condanne.
Chi indaga ha ben presente che, negli scorsi anni, il gruppo criminale riconducibile agli Strisciuglio di Carbonara aveva allargato il suo campo di influenza anche al Nord barese. In particolare alla gestione delle piazze di spaccio al dettaglio nei Comuni del litorale, riforniti di droga dalle giovani leve del clan.
Non è la prima volta che nel locale, recentemente riaperto, si verificano episodi simili. Nella notte tra il 7 e 8 novembre del 2021 il Divinae fu teatro del ferimento a coltellate di un ragazzo di 25 anni: l'aggressore venne arrestato.















