Giovedì 18 Aprile 2019 | 16:29

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Aeronautica militare

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Eurofighter in volo

GIOIA DEL COLLE – Nell’Italia delle contraddizioni, che si sgretola in questa estate rovente, c’è chi invece si impegna ogni giorno a costruire credibilità e professionalità. E, come spesso avviene nella storia del Belpaese, queste qualità sono apprezzate, forse, più fuori dai confini nazionali che tra le mura di casa.
Benvenuti a Gioia del Colle, sede del 36° Stormo Caccia dell’Aeronautica militare, uno dei reparti più decorati dell’Arma azzurra, con 8 medaglie d’oro al valor militare, 65 d’argento e 178 di bronzo. In questa “azienda” dove lavorano quotidianamente circa1500 persone, si produce sicurezza, materia preziosa e ricercata di questi tempi. Lo standard qualitativo è tra i migliori oggi in circolazione. Qui tutto è al top, dalla professionalità di piloti e specialisti, alla soddisfazione del personale, ormai sparso in mezzo mondo.
Perché la sicurezza griffata 36° Stormo è esportata, con successo, in Islanda, Estonia, Lituania, Romaniae Bulgaria, paesi che si sono affidati alle capacità della Nato e anche del made in Italy per evitare spiacevoli sorprese. Gli esperti le chiamano operazioni di “air policing”.
In pratica uomini e mezzi (gli “Eurofighter Typhoon” del XII e X Gruppo Cacciaintercettori e il personale di supporto tecnico-logistico) fanno armi e bagagli e si trasferiscono per mesi lontano da casa. Operano all’estero, nei teatri operativi fuori area. Cosa succede in concreto? Che gli incontri ravvicinati con i velivoli russi diventano pane quotidiano. Si decolla su allarme, si intercetta l’intruso, si accertano le sue intenzioni e si scorta fuori dallo spazio aereo del Paese Nato. Il rischio, non è un conflitto, ma l’incidente tra aerei civili e militari che volano magari alla stessa quota, uno contro l’altro, senza saperlo. E, come se non bastasse, da Gioia del Colle si assicura anche la difesa dei cieli di Albania, Slovenia e Montenegro. Senza dimenticare lo spazio aereo di casa nostra.
A Gioia del Colle si vola sempre, si convive con l’adrenalina. Il meccanismo dell’eccellenza si alimenta attraverso l’attività continua. Se il velivolo “Eurofighter” ha raggiunto ormai la maturità, garantendo una flessibilità operativa diventata il valore aggiunto del reparto, i top gun tricolori puntano sul livello addestrativo molto alto.
Il colonello Emanuele Spigolon, nato a Cuneo ma conquistato dal calore dei pugliesi, è il responsabile della base. Visti i compiti, la preparazione e l’esperienza, potrebbe tranquillamente occupare la poltrona di un consiglio d’amministrazione di una grande multinazionale. Lui insiste molto sul concetto del team. Una volta si diceva: “Chi vola, vale”, per esaltare l’importanza del ruolo del pilota. Oggi?
“E’ diverso - spiega - perché il pilota è la punta dell’iceberg. Dietro di lui c’è un sistema che gli consente di volare. Il concetto che rende meglio l’idea è quello della scuderia di Formula uno. Senza i meccanici, ognuno dei quali ha un compito preciso, l’abilità e la bravura del pilota servirebbero a niente”.
Gioco di squadra, dunque. Affiatamento, fiducia reciproca, sinergia.
Il Primo Luogotenente Giovanni Palandra è conosciuto meglio come il “presidente”. Perché oltre ad essere il sottufficiale più anziano, è il responsabile nazionale della categoria. Una figura riconosciuta dall’Aeronautica. Tant’è che il “presidente”, è il miglior consigliere (ascoltato) del comandante per quanto riguarda il benessere sul lavoro e le relazioni interne alla base. Così la gente negli uffici lavora col sorriso. Non è una esagerazione. Cammini per i viali e trovi chi ti saluta, augorandoti una buona giornata: “Ogni lavoro ha la giusta responsabilità che si traduce in soddisfazione e in una leadership diffusa”.
Il 936° Gruppo efficienza aeromoboli (Gea) è l’unico in grado di effettuare il primo e il secondo livello di manutenzione degli “Eurofighter” (insieme al Reparto manutenzione velivoli di Cameri che si occupa anche del terzo). Il criterio è lo stesso dei tagliandi di un’automobile. Ci sono interventi programmati ogni 500 ore di volo. Il velivolo è altamente performante, ha una capacità di autodiagnosi senza precedenti e montatori, motoristi, elettromeccanici, avionici, armieri hanno le mani d’oro: “Il nostro motto? La soddisfazione del cliente. Quando l’aereo atterra, il pilota scende e ci dice - soddisfatto - che il caccia è una “spada”, vuol dire che abbiamo lavorato bene”. E’ aumentata anche la sicurezza del volo, come dimostra il numero di incidenti quasi inesistente rispetto al “Tornado” o agli “F-104”. Merito della tecnologia. Ma come si fa a tenere sotto controllo almeno 40 funzioni del cruscotto?
Nella palazzina dell’allarme, dove i piloti aspettano l’eventuale “scramble”, hanno le idee chiare. Nicola (le regole prevedono solo la comunicazione delle iniziali, ma abbiamo chiesto una eccezione), è di Turi. La passione per il volo l’ha trasmessa il papà, anche lui parte dell’Arma azzurra: “L’”Efa” è un aereo di quarta generazione plus. La tecnologia permette a chi vola di concentrarsi molto di più sulla missione, che poi è l’aspetto cruciale della difesa dello spazio aereo. La differenza la fanno ancora l’uomo e la sua capacità professionale di decidere, a volte, in un decimo di secondo, cosa fare. Per controllare le funzioni del cruscotto, è solo questione di pratica. Ci si abitua a tutto”.  
E nei cieli di Puglia cosa succede?
“Nulla di particolare. I decolli su allarme non sono frequenti. La maggior parte delle volte si tratta di rintracciare velivoli civili che hanno problemi all’apparato radio e non comunicano con gli enti preposti. Noi decolliamo, li affianchiamo e, una volta ristabilito il contatto, torniamo indietro. Siamo comunque sempre pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto”.
Eccellenza, professionalità. Quelli di Gioia si distinguono dagli altri: sono semplicemente i migliori. Il 36° è un punto di arrivo, uno snodo vitale per chi proseguirà la carriera. Da qui si vola in alto. Sempre più in alto, perché c’è un sistema Italia che funziona, costruito su capacità, spirito di abnegazione, determinazione, tradizione e lavoro d’équipe, di cui essere orgogliosi.  

 

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